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Avventura a Mariemburg 
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Skilled Wargamer

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Messaggio Avventura a Mariemburg


E' notte, la serata è fresca, c'è la luna piena che quella sera sembra particolarmente grande in cielo, quasi stesse per cadere sulla città e la cosa è ancora più impressionante dato che il cielo è quasi sgombro dalle nuvole, la città quasi nn aveva bisogno del sporadiche lanterne accese nei vicoli o grandi strade tanta era la luce che la luna rifletteva sulla città quella notte.
Il coprifuoco, per quanto tardivo in una città cosmopolita e frenetica come Mariemburg, è passato da ore e per le vie i canali della città sul delta del fiume Reik girano solo sbandati e malintenzionati i pochi Berretti Neri che prendono seriamente il loro lavoro di guardie.
Un elfo silvano, messaggero in incognito del Reame Fatato, si aggirava silenzioso e furtivo si una scialuppetta verso il quartiere della comunità degli elfi, Elfsgemeente, coloni di Ulthuan o loro discendenti, per incontrare in segreto un ambasciatore di Ulthuan e discutere di patti nuovi possibili accordi da suggellare per il bene delle 2 fazioni contro il Male incombente.
Era molto pericoloso aggirarsi da solo a quell'ora sia perchè Mariemburg era un labirinto di canali, dove ci si può perdere facilmente, alcuni nemmeno segnate sulle mappe come quella che teneva fra le gambe mentre remava, e dove ad ogni angolo poteva capitarti qualcosa, sopratutto con il buio, ma era necessario per la segretezza e comunque sapeva che una volta entrato nel quartiere elfico sarebbe stato tutto più facile e sicuro e nn era difficile raggiungerlo stando alla mappa.
Pagaiava lentamente e lasciando che la barca andasse avanti nell'acqua il più possibile per essere notato il meno possibile sia dai delinquenti che dai Berretti Neri o chissà cos'altro.
Era quasi arrivato al quartiere passando per i canali di Shattenwaard e le braccia gli facevano male anche se l'impazienza di raggiungere il luogo dell'incontro lo spingeva a pagaiare più rapidamente, ma dominava quell'istinto, doveva:
nn era il caso di essere così avventati in un luogo simile.
Di colpo mentre passava sotto uno dei tanti ponticelli di pietra o legno che univano le isolette, naturali o artificiali di cui era composta la città, sentì provenire delle grida da una strada in lontananza, poi rumore di metallo, forse armi che venivano sguainate, poi il tipico suono del filo delle lame che si scontra, alcune urla di dolore e poi percepì che si stavano dirigendo verso la strada che portava al ponticello che stava attraversando in barca.
Anche se lui nn c'entrava niente, o proprio per quel motivo, decise di nascondersi sotto la struttura per nn essere notato e non essere coinvolto in brutte faccende, il gruppo stava correndo proprio sul ponte quando la zuffa ricominciò con le solite grida di quando si menano i fendenti per dargli più forza, strana usanza umana, il metallo che cozza con altro metallo e altre urla di dolore e gemiti di chi si sa per addormentarsi e nn svegliarsi più.
Sembrava che un gruppo avesse preso il sopravvento sull'altro del quale sembrava che solo un individuo fosse rimasto vivo, dai passi finalmente più lenti sulla lastricatura del ponte senti che il gruppo si stava stringendo intorno all'individuo che sembrava con le spalle al muretto del ponte:
"Dammi quello che ti ho chiesto, subito!" disse lui deciso e con la forza del numero dalla sua parte mentre di sottofondo altre voci annuivano compiaciute
"Mai e poi mai, cane b******o!" disse stoicamente l'individuo alle strette con rabbia nella voce ancora ansimante per la fatica del combattimento o per le ferite leggere riportate.
"Come vuoi tu - disse l'altro -mi tocca usare le cattive...." disse lui cercando di spaventarlo.
"Nn ho paura, fatti sotto!" poi subito rumori di combattimento fra i 2 poi un grido di dolore e il capo del gruppo che grida ai suoi di andargli addosso:
ancora un furioso scontro per circa un minuto e poi un gemito di dolore e un corpo che cade in acqua malamente.
"Idioti, lo avete fatto cadere nel canale! Andate giù a ripescarlo subito, quello che ha addosso ci serve assolutamente!" disse il capo irato con il tono di chi si sente circondato solo da idioti...
"Alto là? Fermatevi, siete in arresto!" si sentì dire da una voce imperiosa nn tanto distante.
"I Berretti Neri! Maledizione, disperdetevi!" gridò il capo mentre il gruppo scappava a gambe levate in direzione opposta a quella da dove veniva la voce e dove altri passi sordi di uomini che correvano stavano sopraggiungendo e poi superando il ponte disperdendosi fra i vicoli del quartiere.
Nel frattempo l'elfo stava guardando l'acqua dove era caduto l'uomo e dove pochi istanti dopo a fatica e sputando acqua era riemerso in evidente difficoltà e debole a causa della grave ferita che aveva riportato, si aggrappò istintivamente alla barca tossendo mentre un rivolo di sangue gli scendeva da un lato della bocca macchiando la barbetta che circondava le labbra il mento, era un uomo sulla quarantina da quello che gli sembrava di capire con la poca luce sotto il ponte, dai capelli abbastanza corti, il naso era un po' storto, probabilmente frutto di una delle colluttazioni che avevano segnato la sua vita.
Portava, a quanto pareva nella semioscurità dei vestiti di buona fattura e pratici più che eleganti, forse era una guardia del corpo o un mercenario o comunque un guerriero ben pagato o forse di famiglia benestante, come molte lì a Mariemburg nel ceto mercantile.
Mi fissò negli occhi per qualche istante con il i suoi occhi che traspiravano tutto il dolore che stava provando, l'asrai nn ce la fece ed ebbe pietà di lui e cercò di coricarlo sulla barca senza che si rovesciasse o imbarcasse troppa acqua, fra i gemiti e il respiro irregolare riuscirono nell'impresa, il guardiavia in incognito cercò la ferita e la trovò:
era un taglio netto e profondo al costato destro da cui sgorgava il sangue copioso, doveva avergli perforato il polmone destro.
Sfortunatamente nn aveva gli attrezzi adatti a regalargli un po' più di tempo per trovare un medico ma nn sarebbe comunque servito a nulla dato che si trovava in una città a lui sconosciuta, in incognito e la medicina umana era molto più rozza e regredita di quella elfa, nemmeno provare a raggiungere il quartiere elfico sarebbe servito a qualcosa ci sarebbe voluto troppo per arrivarci e poi avrebbe dovuto cercare anche li un guaritore, nel mezzo della notte.
Il suo sguardo lo tradì e l'uomo che ancora lo guardava sempre più debole e con il respiro sempre più affannoso capì il suo destino e con voce rotta gli rivolse infine la parola:
"Ehehe quel figlio di una pantegana nn ce la faceva da solo contro di me e mi ha mandato addosso tutto il suo branco di cagnacci rognosi, ma ho venduto cara la pe- tossisce- lle: ho ammazzato un paio dei suoi e ho ferito gravemente un altro, per nn parlare dello sbrego sulla guancia sinistra che gli causato...." disse con voce rauca, l'elfo annuì con un mezzo sorriso per consolarlo.
"E poi nn han preso quello che volevano da me, una cosa troppo importante per cedergliela in cambio della mia sopravvivenza, e po- tossisce di nuovo sputacchiando un po' di sangue -oi ora credono di averla persa per sempre trascinata affondata e trascinata dalle correnti chissà dove...."
"Ok ok, ma nn ti sforzare...." gli sussurrò l'elfo, "Oh nn dire sc-iocchez-ze lo sappiamo entrambi che mi rimangono poco da vivere, ed è per questo che ti affido la cosa che ho protetto al costo della mia vita" disse lui mentre a fatica si toglieva da sotto la giubba di pelle e la camicia bianca un cofanetto in legno lavorato piatto e rettangolare con una serratura e i bordi rinforzati con lamine di metallo e chiodi, al centro del coperchio sembrava esserci inciso uno stemma.
"Proteggilo, te ne prego, consegnalo a Madame Van Reeveldt, è essenziale che tu gli-elo dia di per-son-A! e con quelle ultime parole spirò soffocato dal suo stesso sangue senza nemmeno sapere il suo nome.
L'Asrai era titubante:
nn poteva certo nn adempiere con leggerezza a una richiesta in punto di morte, per quanto da uno sconosciuto, e tuttavia i suoi obblighi principali erano verso Athel Loren e la sua missione diplomatica, decise di andare avanti con il programma per quanto fosse in ritardo e di risolvere quell'imprevisto in seguito.
Raggiunto il quartiere elfico accostò la barca in un ansa davanti a una pizza, dove altre barche erano legate con delle funi o catene a dei paletti sul bordo di pietra della strada, sapeva cosa doveva fare:
ora poteva muoversi più tanquillamente e seguendo la strada principale doveva raggiungere l'edificio principale del quartiere, una specie di municipio elfico dove la comunità elfica si riuniva per le decisioni che la riguardavano, avevano deciso quel luogo perchè era più sicuro e meno controllato-spiato dell'Ambasciata Elfica nel Paleisburt dove si trovavano tutte le strutture di potere di Mariemburg e le numerose ambasciate straniere, impegnatissime a spiarsi e complottare l'un l'altra al di là della facciata, ovviamente l'Ambasciata del Reame Fatato nn esisteva e nn c'era bisogno.

Giunto al municipio l'elfo passò ore discorrendo in segreto con il diplomatico asur di possibili azioni e relazioni diplomatiche in comune e su questo argomento saremo volutamente vaghi perchè nn siamo tenuti a sapere di cosa così segrete e importanti; ad ogni modo alla fine della discussione il guardiavia chiese gentilmente:
"Mentre mi dirigevo all'incontro con lei ambasciatore sono stato testimone di un' agguato a degli uomini..."
"Eventi quotidiani fra i rozzi umani e sopratutto qui a Mariemburg, dovreste saperlo"
disse lui un po' saccente.
"... certamente, ma il punto è che mi son ritrovato a ricevere una richiesta in punto di morte da uno degli uomini che han subito l'agguato e nn mi sento di evitare una richiesta simile, soprattutto perchè nn è poi così complicata:
devo solo consegnare un oggetto a una certa Van Reeveldt"
disse lui.
"Maria dite?! Maria Van Reeveldt?!" disse lui sorpreso e un poco preoccupato.
"Nn sò, quanti Van Reeveldt ci son in città?" disse lui dubbioso, "Solo lei degna di nota per una cosa del genere....".
"E voi la conoscete?" chiese ui gentile, "Chi nn conosce Maria?! E' la miglior carpentiera di barche da fiume e canale di tutto il Vecchio Mondo, avere una sua barca è un segno di ricchezza e status, tutti i più ricchi cercano di avere almeno una sua opera e di vantarsene il più possibile" disse lui con un mezzo sorriso in faccia "...pure io ne ho un paio!" disse con mal celata soddisfazione, "E dove posso trovarla? Nel Guilderveld?" chiese l'elfo impaziente di risolvere il compito.
"Nono, Marie è un Elfa di Mare, come noi vive qui nell'ElfsGemeente! La trovi in una bella residenza vicino al confine con il quartiere Guildverld, nn puoi sbagliare anche perchè da sul fiume e ha un piccolo porticciolo dove tiene le barche a uso personale, sono inconfondibili anche per uno straniero."
"Ok, Grazie di tutto, la prego di inviare un aquila ad Athel Loren con questo messaggio sigillato in cui informo Ariel dei nostri accordi, è più sicuro che portarlo con me da solo per lunghi giorni a piedi fino al bosco fatato."
"Certamente."
disse lui affabile.
Il silvano riposò per quella sera in una stanza che l'ambasciatore gli aveva fatto preparare in una buona locanda del quartiere ancora prima del suo arrivo, aspettandosi giustamente che fosse stanco e volesse riposare prima di ripartire era stato pure così gentile da dire di mettere la colazione sul proprio conto invece di farla pagare al silvano, anche perchè difficilmente i silvani possedevano moneta comune nel Vecchio Mondo, la loro ricchezza era di altro tipo e il loro commercio interno più sul baratto.
Grato della gentilezza dell'ambasciatore di Ulthuan si diresse nella zona indicata la mattina seguente poco dopo l'alba, riconobbe facilmente la residenza con il porticciolo e le barche di piccole dimensioni di ottima fattura e stile che richiamava un poco quello elfico dei progenitori Ulthuaniani, davvero delle ottime imbarcazioni da quel che vedeva.
Bussò alla porta, aprì un elfo, probabilmente il guardiano-portinaio da come era vestito e dall'atteggiamento alla porta, gli chiese di Maria e che era una questione urgente riguardo al drappello di rieri notte, l'espressione dell'elfo alla porta prima impassibile come sempre si increspò leggermente a quelle parole, in casa probabilmente erano tutti preoccupati per l'agguato e la fine che aveva fatto il cofanetto.
Dopo un minuto da quando l'elfo aveva richiuso di fretta la porta per andare a riferire la mia visita a Maria il portone si riaprì e lo stesso elfo lo fece accedere in casa, ad aspettarlo all'interno delle guardie, alcuni elfi alcuni umani, con la mano pronta sul pomo delle loro spade ancora nelle fodere delle spade, per il momento, in mezzo a loro un elfa ai capelli grigi raccolti in un largo chignon e vestiti di buona fattura ma nn eleganti, era pratici e orientati al suo lavoro manuale e sporco.
L'elfa, dopo che le guardie lo perquisirono requisendogli per sicurezza l'arco le frecce e i pugnali lunghi che portava di solito con se e la spada, lo condusse nel suo studio privato al piano di sopra, e si fece raccontare per filo e per segno, l'elfa ala notizia della morte dell'uomo che difendeva il cofanetto si rattristò molto in volto:
"Louis era un degno uomo, che mi ha servito egregiamente per anni, anche se era un uomo di Marquand che pagavo a peso d'oro, si era instaurata una sincera amicizia fra noi due.
Era il mio uomo di fiducia, quello che ogni notte faceva la guardia alla cassaforte delle chiavi...."

"Quale cassaforte?" disse incuriosito il silvano senza sapersi trattenere, "Sei veramente uno straniero da queste parti te, neh!" disse lei un po' canzonatoria, "Tutti sanno delle chiavi: io unica carpentiera a Mariemburg offro gratis un servizio di revisione e controllo delle imbarcazioni che vendo per analizzare il loro stato e richiedere se necessario delle riparazioni prima che il danno sia troppo grave, per tale motivo molti ricci uomini mi lasciano una copia delle chiavi per entrare nelle loro rimesse delle imbarcazioni senza doverli avvertire e scomodare.
Va di pari passo che queste chiavi son quindi molto importanti, perchè permetterebbero in mani sbagliate di approntare sabotaggi, trappole o agguati a queste persone influenti, per tale motivo le maneggio solo io e di notte o quando nn sono presente le rinchiudo in una cassaforte che ho fatto costruire dai migliori fabbri di Zhufbar, resisterebbe pure a una grossa carica di esplosivo"
disse lei fiera.
"E tutto questo cos'ha a che fare con Louis e l'agguato di ieri notte?" dissi io interrogativo, non afferrando ancora la questione.
"Bhè devi sapere che ogni tanto questi miei clienti cambiano la serratura per sicurezza dovute a loro vicende di cui nn mi invischio, ieri sera Louis e la scorta dovevano portarmi la copia della nuova chiave di uno di questi miei clienti, la cosa era segreta e nn o riesco a capire come si sia venuto a sapere, e come qualcuno brama quelle chiavi a tal punto da architettare un agguato in piena regola nel centro di Mariemburg, la parte più tranquilla e vigilata dai Berretti Neri.
Ora se fossi così gentile da porgermi il cofanetto che Louis ti ha dato te ne sarei estremamente grata, devo riporre la chiave nella cassaforte al più presto e andare da Marquand ad assoldare un altra guardia scelta per il forziere..." disse lei gentile e allo stesso tempo crucciata in viso e nel tono di voce delle sue parole finali, l'elfo le diede il cofanetto.
Lo fece uscire gentilmente, accompagnato da una guardia elfa, perchè preferiva mantenere segrete le procedure di apertura della cassaforte, al piano di sotto gli vennero restituite le armi e poco dopo Maria scese per congedarmi e ringraziarmi, come ultima cosa, spinto dalla curiosità le chiese prima di oltrepassare la porta:
"Avvertirete il vostro cliente dell'accaduto e del fatto che ci son individui pronti a uccidere e che cospirano contro di lui?"
"Mi sembra doveroso, ma conoscendolo sò che si intestardirebbe e si metterebbe ad assoldare mercenari qua e là senza ragionare per cercare i colpevoli, anzi sò che nn è un lavoro per un individuo come lei ma se fosse così gentile da avvertire il mio cliente e l'accaduto e usasse le sue abilità oratorie e diplomatiche per convincerlo a nn fare sciocchezze le sarei molto grata e la ricompenserei a dovere, nessuno più di me vuole sapere chi ha ucciso Luois e porterò avanti indagini personali al riguardo ma come può immaginare nn abbiamo uno straccio di indizio e nn saprei da dove cominciare."
disse lei un po' frustrata dalla situazione.
"Bhè intanto lei mi dica da chi andare e vedrò che fare, tanto nn ho impegni urgenti al momento...."
"Bene: vada a casa Rockfallar, è una famiglia mercantile in forte ascesa che ha una bellissima dimora nel centro di Goudberg, si dice che possa rivaleggiare in bellezza e sontuosità addirittura con quella dei Van Haagen, ma di queste cosa nn mi interesso basta che i miei clienti mi paghino il dovuto e mi lascino entrare periodicamente nelle loro rimesse e per me sono a posto vai là e chiedi di John, è il capofamiglia e il direttore generale dei commerci e in ultima analisi di tutti i guadagni della famiglia; è lui che ha deciso di cambiare la serratura, digli che ti manda Maria riguardo alla faccenda di ieri notte."
"Perfetto ho capito tutto" disse l'asrai che partì alla volta della dimora Rockfallar.
Giunto là fece come gli aveva detto Maria e informò John di fronte anche agli altri familiari che si erano radunati nel salone centrale al piano terra, dell'accaduto, subito John si infuriò e cominciò a sbraitare contro quei cani che volevano ostacolarlo o peggio, inveendo viso all'aria qua e là a nemici immaginari, l'asrai provò in tute le maniere a convincerlo a nn fare di testa propria come gli aveva detto la carpentiera perchè poteva avere un incredibile fiuto per gli affari e il commercio ma mm era certo un detective e nn poteva cavare un ragno dal buco senza indizi o quasi.
Fu tutto inutile, John decise, supportato da alcuni familiari e osteggiato da altri, di indire una taglia dalla cifra considerevole a chiunque trovasse i colpevoli del misfatto, l'unica cosa che l'asrai riuscì a fargli accettare in nome dei buoni rapporti che c'erano fra la carpentiera e il suo cliente era quella di selezionare una serie di volontari che investigassero sul caso fra tutti quelli che avrebbero bussato alla porta in modo da poter contare su degli uomini capaci che lavorassero in gruppo senza interferire fra loro per arrivare prima alla ricompensa, cosa che avrebbero fatto se la moltitudine di novelli detective si fosse messa all'opera attratta da quella somma di moneta sonante e allo stesso tempo di collaborare il più possibile con le indagini parallele che Maria stava già impostando, dandole tutte le informazioni utili che avrebbero raccolto....
L'asrai nn poté esimersi dal fare da scrematore di tutti gli avventurieri che si sarebbero presentati ala dimora inoltre l'idea di immergersi in un avventura simile iniziava a stuzzicare la sua mente e il suo spirito avventuriero che da troppo tempo era rimasto assopito fra le sicure fronde di Athel Loren nonostante i tempi bui che correvano.
Dopo qualche giorno l'asrai presentò, nello stesso salone dove si erano incontrati qualche mattina addietro, gli avventurieri che aveva selezionato lui e quello assoldato da Maria, un Ulthuaniano di cui sapeva ben poco ma di cui ci si poteva fidare a detta sua.

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8 ago 2009, 16:42
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Ecco qui l'incipit (un po' papirico) dell'avventura che si svolgerà a Marieburg.
L'asrai verrà controllato da TheAsrai, mentre Alcacotar sarà l'elfo assoldato da Maria Van Reeveldt.
Gli altri avventurieri e indagatori si posono liberamente presentare, la presentazione e la scena inziale avverrà come da ultime righe nel salotto della casa dei Rockfallar, al loro cospetto, sopratutto quello di John....

Fazioni dei giocatori protagonisti:
Bretonnia, Impero, Nani, Mercenari, Elfi Alti, in via speciale solo per TheAsrai l'elfo silvano

Fazioni giocatori antagonisti: nessuna, saranno tutti gstiti come npg da voi o da me.

Buon divertimento e buona avventura!

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13 ago 2009, 18:19
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Alcarotar aveva accettato molto volentieri la richiesta di aiuto di Maria. Egli si presentò nella sala chiamato da ella stessa, e li trovò alcuni individui e tra di li loro era presente anche un Asrai.
L’Elfa le aveva raccontato del motivo per cui era stato chiamato: Qualcuno cospirava alle spalle di un suo cliente, ed ora lui insieme ad altri avrebbe dovuto proteggere costui.
Alcarotar era vestito con una lunga tunica blu, dei pantaloni lunghi di lana e degli stivali di pelle. La sua spada e il suo scudo erano nella sua stanza, sapeva benissimo che in quel luogo non avrebbe avuto bisogno di simli strumenti.
L’Elfo era giunto Marienburg dopo essersi allontanato da Ulthuan. Era la pima volta che l’elfo partiva da Ulthuan per così tanti giorni , salvo rare eccezioni. Però egli era pronto per cominciare il suo viaggio; difatti l’elfo era abbastanza giovane per l’età degli Alti Elfi e aveva visto ben poche battaglie. Ma comunque sapeva farci con la lama.
Quando giunse nella città conobbe per puro caso Maria Van Reeveldt, che lo accettò e lo ospitò in cambio di alcuni lavoretti manuali. Grazie a ciò Alcarotar si guadagnò la fiducia dell’elfa.

Alcarotar guardò ancora una volta l’Asrai, i due popoli erano alleati e dell’elfo silvano avrebbe avuto piena fiducia. Poi disse:”Salve nobile Silvano, il mio nome è Alcarotar e giungo dall’isola di Ulthuan. Vossignoria Maria Van Reeveldt mi ha chiesto di aiutarvi in una missione che vi è capitata tra le mani per puro caso.Vorrei sapere, visto che sarò vostro compagno, se sapreste dirmi di più su coloro che ceravano la chiave e hanno ucciso Louis…”
L’Asrai cominciò a parlargli di ciò che era accaduto… Ascoltò con molto interesse le sue parole.
Quando ebbe finito l’Asur aggiunse: “Ben direi che per prima cosa dovremmo andare di nuovo a casa Rockfallar e chiedere a John qualche informazione in più, forse il mercante ha dei nemici o dei rivali e interrogarlo potrebbe essere una buona idea.Se siete d’accordo partiremo appena saremo pronti”
E guardando per vedere se tutti nella stanza avessero capito, l’elfo recuperò il suo equipggiamento e attese i suoi nuovi compagni.


17 ago 2009, 21:29
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
La mattina si alzava timidamente, cercando di scacciare con decisione la notte e di scivolare dolcemente sui cittadini addormentati.
Ma questo non aveva certo impedito ai contadini e mercanti esteri di incominciare già ad ammassarsi in fila davanti alle porte della città, dove ogni carico era controllato scrupolosamente. Ciò era necessario, poichè Marienburg non era parte dell'Impero, e la cosa dispiaceva assai al nobile Imperatore.
Un enorme contadino, la testa nascosta in un cappuccio sozzo dal quale spuntava una lunga barba ispida e bionda, l'enorme ventre che ballonzolava ad ogni passo e le macchie di sudore che andavano già a decorare le ascelle ed il collo, avanzava con due otri abbastanza capienti inserite in un lungo bastone che portava sulle spalle in modo da non affaticarsi troppo.
Non faceva ancora caldo, ma presto la nebbia gli avrebbe fatto spazio.
Dopo mezz'ora circa il contadino arrivò davanti alle guardie, giovani freschi di Accademia che non vedevano l'ora di menare le mani: ciò lo sapevano anche le altre guardie, difatti li avevano messi dove potevano fare meno danni possibile.
- Cosa porti, villico?- chiese un ragazzo brufoloso con una voce ancora troppo acuta.
Il contadino tirò sù col naso e posò gli otri a terra.
- Vuole vedere?-
La guardia annuì.
La grossa mano callosa afferrò una manopola e la tirò su assieme al coperchio.
Un orribile fetore si sparse ovunque.
La guardia sbiancò e dovette vomitare, mentre uno strano vuoto si creava attorno al contade.
- Cosa diavolo...- chiese la guardia con l'armatura sporca ed il viso pallido.
- Grasso, sio'. Grasso di mucca, maiale, oca, cavallo ed altro ancora. Serve per le candele, per ingrassare i finimenti e le spade che portate, sio'.-
La guardia gli fece cenno di passare.
Non notò il sorriso dell'uomo, che risplendeva stranamente candido nella barba unta.

- Scusi, buon uomo, dove posso trovare il Tempio di Sigmar?-
Johann, mercante, alzò un sopracciglio alla volta del ributtante contadino.
Ributtante ed enorme, gli disse una vocina che in millenni di evoluzione aveva salvato i primi uomini da felini desiderosi di variare la propria dieta...
- Segui le campane per la via, non puoi sbagliare.-
Il contadino annuì e si incamminò, borbottando.

- Fratello Otto! Ma coa diavolo ci fa qui?-
Padre Jac era perplesso.
Gli avevano detto che un contadino gli voleva parlare a proposito di alcuni tipi di grasso speciali, ed invece si trovava davanti un bestione di due metri e dieci che si toglieva una barba finta e cercava di pulirsi le mani.
Indossava dei cuscini e delle stoffe attorno alla possente armatura, per evitare che tintinnasse troppo e per simulare il grasso.
Otto non rispose.
Si infilò i guanti e, con un movimento unico, spaccò una delle brocche.
Uno strano bagliore verde illuminò la saletta mentre la testa enorme di un martello da guerra a due mani veniva furoi dagli involti ingrassati.
Il prete svitò l'altra brocca, facendo venir fuori il pomolo di acciaio ricoperto di chiodi lunghi un dito del martello.
- Lo sapete benissimo. Ed è quello che voglio sapere.-

[ se il master ha in mente qualcosa faccia pure, altrimenti improvviso!]


21 ago 2009, 14:55
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Iscritto il: 31 lug 2009, 23:12
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Yenlor sedeva solo ,in un angolo oscuro del stanza riccamente arredata. La luce delle lampade ad olio illumiva tetramente il volto corruciato del ambascitore asrai. Vestito semplicemente, si sentiva a disagio in mezzo a quello sfarzo, a quella ostentata richezza che tanto stridevano con la sobrietà tipica degli abitanti di Athel Loren. Portava una tunica lunga, tinta con i verdi sgargianti che rappresentavo la sua terra, ed un mantello da viaggio, al fianco pendeva un affilato pugnale dal manico d'ebano intariasto, di superba fattura.
Il suo colloquio con John lo aveva profondamente turbato, si sentiva fremere di una nuova vitalità,la stessa che aveva provato nelle solitarie veglie notturne, quando vigilava sul sonno della foresta. Mentre rifletteva gli si accostò un individuo che riconobbe come l'elfo Ulthuaniano di cui john gli aveva parlato.

L'elfo lo saluto con la cortesia tipica della sua gente e gli chiese notizie sulla loro missone, Yenlor non esito a narrargli l'intera intricata vicenda che l'ulthuaniano parve ascoltare con molto interesse.

“Ben direi che per prima cosa dovremmo andare di nuovo a casa Rockfallar e chiedere a John qualche informazione in più, forse il mercante ha dei nemici o dei rivali e interrogarlo potrebbe essere una buona idea.Se siete d’accordo partiremo appena saremo pronti” Disse l'elfo.

L'asrai si alzò, prese l'arco e la faretra che riposavano vicino alla sua sedia, e si incammino con il suo compagno verso casa Rockfallar dove avrebbero dovuto giudicare gli avventurieri che si sarebbero presentati.

[ot da quello che ho capito i nuovi compagni dovrebbero attenderci li, giusto?]


23 ago 2009, 14:27
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Iscritto il: 23 lug 2009, 20:30
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Il Prete ascoltò il collega, e con esse il motivo della sua missione.
- Ci sono state in precedenza prove sostanziali?-
- No. €cco perché ti abbiamo chiamato.-
Otto tirò su col naso, pensieroso.
- Mi tocchera' girare vestito come un pezzente...- sospiro', sedendosi per riposarsi brevemente.

La dimora dei Rockfallar si ergeva, come era giusto che fosse, a monito del potere che la famiglia stava raggiungendo. Il venditore di spezie, un uomo alto e muscoloso con lunghi riccioli rossi, poggio' a terra per un attimo il campionario legato ad un lungo bastone decorato.
Sentiva di poter fare ottimi affari...
Busso' tre volte alla porta, aspettando che chiunque aprisse.
Fosse stato un Mutante lo avrebbe agevolto nel suo compito, ma non si poteva avere tutto dalla vita...


24 ago 2009, 16:55
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
L'Asur insieme all'Asrai guardò tutta la famiglia del mercante, tra di loro c'era Jhon il capostipite.
Alcarotar si avvicnò a lui e con un piccolo inchino disse: "Salve Nomilissimo sono qui per aiutarla insime al mio compagno Yenlor, volevamo sapere però cosa potrebbe aspettarci se cominciamo a seguirla.
Volevamo sapere , se non voglio essere discreto, se qui in città lei ha dei concorresti o comunque dei rivali oppure veri e propri nemici.Gli erano già capitati episodi del genere?"
L'elfo attese la risposta di Jhon sperando di trovare nelle sue parole qualche informazione.

OT: Theasrai eravamo già nella casa dei Rockfallar, appena ho tempo modificherò l'introduzione.


25 ago 2009, 19:29
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
John disse pacato ma un po' scuro in viso:
"Questa è Mariemburg, signori, mica un qualsiasi borgo o cittadella imperiale, queta città si fnda sul denaro, si è scissa dall'Impero con il denaro, si difende con truppe al soldo, tutto fa perno sul denaro e se la città nn riuscisse più a commericare decadrebbe fino a diventare una città fantasma, per questo motivo la gente ragiona solo in base ai soldi e puntando ai soldi.
Questa città rende il lavoro del mercante un inferno ma se hai il sal in zucca quanto basta e un po' di fortuna si fanno soldi più che in qualsiasi altro posto al mondo.
Per tale motivo tutti son attenti a proteggere i propri interessi e commerci per nn perdere la fortuna accumulata o esser scavalcati perchè il potere, per chi lo agogna, va di pai passo con il denaro: qui tutti sono pronti a complottare l'uno contro l'altro, a sfruttare ogni occasione o scandalo per distrugere la reputazione o peggio di una persona e quindi i suoi commerci.
In genere basta munirsi di una buona scorta personale ed essere affiliati a qualche grossa gilda o congregazione per essere relativamente tranquilli, poichè gli equilibri di potere che, altalenanti, si sono instaurati nella città nn permettono colpi di coda veri fra i potenti.
Ma a quanto pare stavolta nn è stato così, in gener si fa ricorso all'intrigo e alal cospirazione al massimo a qualche sicario, mai avevo visto un massacro simile per poter minacciare qualcuno e onestamente nn mi pare di aver pestato i piedi a qualcuno in maniera particolare nei miei commerci e contrattazioni, son sempre stato attento a nn accanirmi contro altri mercanti ma a fare la mia fortuna senza rovinare nessuno.
Eh ma forse sono i tempi che cambino e le nuove generaioni più spavalde e irrequite, il mondo va a rotoli e il degrado colpisce tutto il mondo sopratutto in città ciniche e senza valori come questa..."
disse infine un po' rattristato.
Nel frattempo metre gli avventurieri ascoltavano le sue parole un servitore particolarmente ben vestito e curato, forse il maggiordomo, si avvicino al mercanre e gli sussurrò qualcosa all'orecchio dopo poco il suo datore di lavoro gli risposeborbottand a voce bassa qualcosa ma le orecchie acute dei 2 elfi percepirono cmq le sue parole anche se così basse:
"Nn ho tempo, questa è una questione importante che nn posso interrompere se nn la concludo, fallo controllare dalle guardie come smepre e fallo accomodare nel salotto per i clienti, offrigli quello che desidera come sempre.".

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26 ago 2009, 15:22
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
La porta si aprì e due energumeni, sicuri della propria forma fisica, sogghignarono, aspettandosi di intimorire il solito mercante obeso.
Ma quando l'ombra di Otto offuscò il sole, deglutirono e decisero improvvisamente di essere moooooooooolto gentili.
- Desidera?-
- Otto Von Kur, venditore di spezie. Sono venuto fin qui dal Catai per parlare di affari col vostro padrone.-
- Dovremo perquisirti.-
Il venditore allargò le braccia.
- Perchè porti l'armatura?-
- Perchè sono ricco, e la mia prospettiva di vita non include un pugnale tra le costole.-
- Ma quest'armatura sarebbe in grado di reggere al colpo di un troll...-
- Mai sentito parlare di troll ladri?-
- No.-
Otto ci pensò un attimo.
- Vi assicuro che esistono.-
- Perchè pesa così quel bastone?-
- Perchè vendo roba buona.-
Una guardia trovò un pugnale nello stivale.
Un pugnale lungo trenta centimetri e dalla lama ricurva.
- E questo?-
- Bè, se il troll rimane disorientato...-
- Lo terremo noi.-
Otto sospirò, cercando di nascondere un ghigno.
- Va bene. Posso entrare?-

Il salotto era grande, ben illuminato.
Otto si avvicinò ad una delle candele, e giocherellò con la fiamma.
La moltiplico e la fece scivolare tra le dita come un animaletto, prima di rimetterla a posto.
Si voltò.
Il maggiordomo lo guardava.
- Desidera qualcosa mentre il padrone arriva?-
- No, ma fatelo venire il più in fretta possibile.-
Il maggiordomo si inchinò e, lentamente scomparve.
Aveva visto il fuoco.
Aveva visto i capelli scollarsi.
Aveva visto la cometa a due code tatuata sulla fronte dell'uomo.


27 ago 2009, 13:08
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Alcarotar ascoltò le parole dell'umano...
C'era qualcosa che gli sfuggiva: perkè mai qualcuno allora dovrebbe avercela con John, i conti non gli tornavano.. O John aveva mentito oppure c'era qualcosa di grosso in ballo....
L'Elfo percepì che qualcuno voleva la presenza del capofamiglia.
Vedendo che john rimanere li l'elfo aggiunse:" Se le tue porole sono vere mio signore, allora dovremmo stare molto attenti perchè non sappiamo con chi aver a che fare.... Loro cercavano la chiave della vostra nave... Potremmo andare suu codesta nave o cercare informazioni ai Berretti Neri , in fondo hanno attaccato i ladri se non sbaglo"
L'elfo attese che cosa aveva da dire l'Asrai cosicchè avrebbero deciso dove andare....


1 set 2009, 20:58
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
"Bhè, per la precisione la chiave permette di entrare nella rimessa dietro a casa mia dove sono depositate le imbarcazioni fluviali pr il trasporto personale o cmq di piccole dimensioni che usa tutta la mia famiglia, come detto la chiave viene usata da Maria e i suoi aiutanti per controllare le barche, scialuppe, gondole di sua fabbricazione." rispiegò lui pignolo.
"La cosa importante è che la chiave essendo al sicuro e le porte della rimessa sempre chuse è una zona della casa poco controllata e sorvegliata perchè relativamente sicura, dato che per accedervi bisogna arrivarci dal canale, facilmente visibile dal piani superiori della casa, ma nn si può mai sapere e ovviamente sabotaggi della mia imbarcazione personale odei miei cari sono sempre possibili come possibili assalti passando dalla rimessa attraverso la porta che da accesso alla residenza...." disse lui pensado alle varie possibili e tragiche conseguenze.
"Se voelte, comunque, vi ci posso portare, ma nn credo che che le barche in sè abbiano un significato particolare nel risolvere il caso..." disse lui poco convinto.

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2 set 2009, 0:39
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
" Potrebbe sempre tornare utile... Direi che va bene, portateci alle vostre imbarcazioni, dare un occhiata non sarà di certo una perdita di tempo....Non si sa mai su cosa potremmo trovare....In più se quello che cercavano quei manigoldi era proprio la chiave, la cosa si può ricondurre alle vostre navi..." Poi l'elfo guardo l'Asrai per vedere se era d'accordo, poi aggiunse:" Se volete aspetteremo, ho sentito che dovete ricevere un ospite..."
L'elfo fece riferimento a ciò che aveva sentito dire in precedenza dal maggiordomo, chissà se questo nuovo individuo aveva a che fare con l'accaduto.. <Improbabile..> Pensò comunque Alcarotar.


2 set 2009, 10:10
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Ascoltò con attenzione le parole dell'umano dalla lingua svelta, sentiva che qualcosa di losco si celava sotto la facciata, tinta di una computa cortesia, di john... chi mai avrebbe rischiato tanto per dannegiarlo?

Il suo udito affinato gli permise di sentire scampoli di una conversazione che avveniva in un'altra stanza...anche l'asur sembrava averla colta.


" Sarebbe molto gentile da parte sua, presentarci il suo nuovo ospite.." Disse Yenlor rivolgendosi a Jhon.


2 set 2009, 12:10
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Otto aguzzò le orecchie, tentando di sentire la conversazione del salone che aveva vagamente percepito mentre il maggiordomo lo conduceva per altri corridoi verso la stanza per clienti, ma aveva capito ben poco a causa della distanza e della distorsione cupa che causavano le pareti in legno e tuti quei corridoi e stanze.
Qualcosa colò tra gli occhi di Otto, distogliendolo dai suoi pensieri.
Imprecò quando si rese conto che la parrucca si stava scollando a causa del suo giochetto con le candele.
Ed ora?
Aveva tatuato sul cranio una cometa a due code, e se quelli erano agenti del Caos la doveva coprire.
Come fare?
Cosa fare?
Il prete imprecò ancora.

P.S: scusa se ho dovuto modificare la storia, ma è per mantenere il filo del discorso che sto improntando, la stnza dei clienti per ovvie ragioni è insonorizzata, e questo su di essa è dire poco^^


Ultima modifica di Grimnir II il 4 set 2009, 19:37, modificato 1 volta in totale.



2 set 2009, 12:44
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Alcarotar ha scritto:
" Potrebbe sempre tornare utile... Direi che va bene, portateci alle vostre imbarcazioni, dare un occhiata non sarà di certo una perdita di tempo....Non si sa mai su cosa potremmo trovare....In più se quello che cercavano quei manigoldi era proprio la chiave, la cosa si può ricondurre alle vostre navi..." Poi l'elfo guardo l'Asrai per vedere se era d'accordo, poi aggiunse:" Se volete aspetteremo, ho sentito che dovete ricevere un ospite..."
L'elfo fece riferimento a ciò che aveva sentito dire in precedenza dal maggiordomo, chissà se questo nuovo individuo aveva a che fare con l'accaduto.. <Improbabile..> Pensò comunque Alcarotar.


"No grazie signori, aspetterà, la vita mia e quella dei miei cari è molto più importante di un possibile guadagno con un mercante errante o quasiasi altro commerciante, vi porto immeditamente alla rimessa delle barche così che possiate esaminarle per quanto creda che nn troverete nulla" seguito da una corpulenta guardia uscì dal salore attraverso una grossa porta in legno interisiata e percorenddo qualche corrodioio arrivarono in breve in una specie di anticamera con un paio di guardie di fianco alla porta, al che aggiunse:
"Le ho messe per sicurezza di fianco alla porta appena mi avevate informato dell'accaduto, anche se senza la chaive è difficile che entrino da qui ma nn si sa mai..." gli avventuerieri annuirono senza dir nulla.
John ordinò alle 2 guardie di aprire la porta in legno con rinforzi in metallo, le 2 guardie tolsero velocemtne le tavol che serravano la porta e il chivistllo che cigolo e stridette molto forte e in maniera fastidiosa a causa della ruggine che l'umidità poco distante le fuori causava.
Aperta la porta si ritrovarono in un piccolissimo porticciolo:
tutto il terreno era selciato e persino la battigia si immergeva inclinata e regolare nell'acqua salmastra ricoperta di pietre, mentre sul bordo fra essa e l'acqua che con le onde andava avanti e indietro c'eano qua e la mucchiettini di alghe, tutto il luogo era racchiuso da 2 mura spesse in pietra che partivano dal lato della casa e avanzxavano inesorabili fino a immergere le proprie fondamenta nel mare della laguna prima di piegarsi ad angolo retto fino ad unirsi sopra a una grata in metallo che chiudeva l'apertaura da dove le barche uscivano e entravano per il gran canale.
Tutto il percorso era disseminato qua e la di casse o botti in legno di varie dimensioni, il mercante spiego che quelli erano i commerci al dettaglio e più privati che portava diretamente a casa invece che nei suoi magazzini, su un lato c'era una piccolo verricello per spostare le merci dalel piccole imbarcazioni che riuscivno a entrare dall'arco quando la grata era aperta, sull'altro una grande tettoria in legno che partiva da uno dei muri di cinta, con delle pareti in legno con piccole e polverose finestre solo su un paio di lati, componeva la rimessa coperta dove stavano le barche ad uso della famiglia per spostarsi nella laguna e li John ci condusse.
Erano davvero delle barche di ottima fattura, lussuose, piene di intarsi e decori e imbottiture anche sui sedili, zone placcate ad oro colorate ma una fra tutte spiccava bellissima anche nella forma oltre che in tutto il resto, doveva essere sicuramente la barca di Maria.
Jhon lasciò che ispezionassimo il luogo come volevamo ma priam ci inicò una porta che passava attraverso il muero di cinta oltr i lquale si sentiva il vociare della città, una piccola porta mac mssicia e ben rinfozata, quasi quanto quella da cui erano passati poco prima, ci disse che la chiave che volevano rubare era per aprir appunto quella porta che dava sulla strada.

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5 set 2009, 12:12
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Alcarotar seguì l'uomo nella sua spiegazione.
Quando ebbe finito l'elfo chiese gentimente:"Se non le dispiace possiamo dare un occhiata alla barca costruita da Maria?"


7 set 2009, 12:31
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
"Fate come volete, anche se nn nutro speranze che possiate trovare qualcosa" disse lui afono.
Li porò nella rimessa coperta e lì gli vventurieri gurdarono più da vicino la stupneda barca dallo stile vagamente elfico: la fattura era straordinaria coem già si notava dalla banchina, ma ora che erano vicni notavan oancra di più la perfezione del taghlio e dell'incastro dei pezzi di legno, legno di alta qualità, selezionato e senza difetti, perfino gli accessori intrni e le imbottiture erao tute di ottima qualità.
Era una barca lunga e snella ma nn troppo con 2 panche una di frnte all'altra nel centro di essa scoprte da una leggera strttura sorretta da 4 pali 2 per fianco della barca che le coprivano nel caso di mal tempo, ad essi erano legati delle pesanti tele che potevano essere tirate per chiudere la zona delel panche nel caso di vento, davanti e dietroc'erano le panche per i rematori che cmq nn rano molti perchè la barca nn era di grosse dimensioni e in fondo a poppa il posto per il timoniere con il timone ad asse unito all'imbarcazine sul lato destro.

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7 set 2009, 15:37
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Alcarotar guardò con attenzione la barca e la sua struttura... Era una bella barca... Può darsi che i malfattori volevano impadronirsene....
"Direi che qui non c'è nulla che ci interessi, vero Yenlor.." Dicendo così guardò l'Asrai per capire se invece lui la pensasse diversamente...


11 set 2009, 12:07
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Osservava con attanzione l'imbarcazione. "Davvero un mestiere magistrale" pensò distrattamente mentre lo sguardo correva lungo le fiancate dell'elegante natante.

" Sembra in effetti essere tutto a posto..." disse con una punta di delusione. La soluzione del dilemma non si trovava li, o almeno non era evidente.


11 set 2009, 19:31
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Messaggio Re: Avventura a Mariemburg
Otto frugò nella stanza e, finalmente, trovò un po' di colla.
Velocemente ne mise una goccia sotto la parrucca e se la rimise a posto.
Qualcuno diede un colpo di tosse alle sue spalle.
Il maggiordomo.
- Stavo...-
- Non è mio compito intromettermi nei vostri affari. Il padrone arriverà subito.-
Otto perse la pazienza.
- Portami da lui. Ora.-
- Ma signore...-
Il prete ringhiò, si avvicinò all'ometto e lo sollevò per il bavero a circa trenta centimetri dal suolo.
- hai visto ttutto, vero? Sai chi sono? Sono Otto del Fuoco, Prete Guerriero di Sigmar. Ho camminato a piedi nudi fino a Mordheim, ho attraversato la distesa dei ghiacci ed ho quasi incendiato Athel Loren. Ora, portami dal tuo padrone.-


14 set 2009, 17:38
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