[Whfb - Il Segreto degli Antichi] Sul filo del rasoio

Questa sezione è dedicata ai libri ed ai fumetti. Tra questi, come non citare il mitico Ratman ?!?
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Orcry
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[Whfb - Il Segreto degli Antichi] Sul filo del rasoio

Post by Orcry » 27 Apr 2013, 2:37

Visto che di recente sono tronate alla ribalta regole della campagna il segreto degli antichgi voglio regalare a chi visse le emozioni di quei giorni, questo racconto che realizzai all'epoca raccogliendo i post della discussione per le alleanze della fase finale.

Sul filo del rasoio

Il messaggio degli alleati era stato consegnato da una trafelata staffetta che aveva cercato di nascondere il fiatone per la faticosa corsa dietro il determinato contegno del proprio popolo. Guglielmo Boncatai, generale a capo delle Compagnie di Ventura riunite, avanzò nel buio di una notte stranamente serena per quei tempi, verso un grande tendone allestito per l’occasione. Scostati i drappi che occludevano la vista verso l’interno, entrò e ciò che si trovò davanti non lo sorprese più di tanto. Istintivamente aiutò il suo attendente, Federico “Il Guizzante” ad entrare, reggendo il tendaggio, poi entrambi si accomodarono sugli scranni posti attorno al grande tavolo di legno intagliato. Guglielmo passò uno sguardo indagatore verso tutti gli ospiti lì presenti, ognuno cercava di mascherare le proprie intenzioni ma ciò ch’era impossibile nascondere era la tensione del momento: Dopo molti mesi di combattimento in quei tempi turbolenti, le fazioni avrebbero dovuto schierarsi al fianco dei due eserciti che erano risultati essere i due più potenti: i nostri già di recente alleati Nani e gli oscuri Druchii di Naggaroth. I Dawi avevano invitato in quel luogo i rappresentati dei popoli storicamente amici per discutere un’alleanza finale in grado di contrastare gli Elfi Oscuri e quanti avrebbero scelto il loro lato della barricata.

<<Non c'è storia! Bretonnia intrattiene buoni rapporti con i Nani da secoli e non verremo meno al nostro onore proprio nel momento del bisogno! Mai e poi mai per i sadici e frustrati Elfi Oscuri>> esordì Gallant di Quenelles rompendo il silenzio stantio che pareva essersi cristallizzato in una forma indistruttibile. Guglielmo conosceva Gallant, erano rimasti entrambi invischiati nella ricerca del Traditore del Dannato e a quel tempo avevano collaborato per raggiungerlo ma ciò non aveva dato i frutti sperati.

<<E in quanto a onore, noi Nani saremo molto grati a voi per lunghissimi secoli!>> esordì un anonimo attendente del seguito di Albedoc, generale dei Dawi. Il gesto entusiasta del giovane gli costò un’occhiataccia dal suo generale che di certo avrebbe preferito ringraziare i bretoniani con un discorso più articolato ma dimostrò di apprezzare comunque le ferventi parole del suo nano poiché attaccò a parlare solennemente senza rimproverarlo: <<La scelta è semplice: sottostare al volere dei sadici e inaffidabili Elfi Oscuri, capaci con una mano di porgere ricompense che poi verranno ritrattate e con l'altra preparare le forze che sottometteranno le terre del vecchio mondo e porteranno il pianeta alla distruzione per opera di forze oscure. Oppure accettare un accordo con noi Nani, da sempre famosi per mantenere le promesse fatte e le alleanze stipulate, ma allo stesso modo implacabili su chi ha osato mettersi contro la nostra avanzata! Detto questo, tutti gli eserciti e i popoli che vogliono evitare una fine oscura e perversa del mondo come lo conosciamo sono invitati ad unirsi sotto la bandiera del popolo nanico, sapendo che troveranno alleati fidati, compagni meritevoli e una potenza impressionante>>

Tali furono le parole incisive del generale Albedoc che con la praticità tipica dei Nani chiarì in modo esplicito il suo punto di vista.. Eike Von Repkow, ambasciatore dell’Impero, recentemente schieratosi proprio al fianco dei Druchii, si alzò, deciso a mettere in chiaro la propria posizione: <<L'unico volere che regna su di noi è quello di Sigmar e dell'Imperatore. E comunque l'unica cosa che importa a noi imperiali è salvare la nostra terra e voi non ci garantite resistenza: macabro spettacolo è stato vedere nani uccisi e subito dopo tramutati in zombie. oppure le vostre schiere ubriache che si dicono pronte alla battaglia.
Anche ammettendo la vostra impossibile vittoria come farete a sconfiggere il mostro che sta divorando il mondo? con trivelle e cariche di esplosivo? patetici. Tutti quelli che vorranno unirsi a noi contro le schiere di un presunto bene, ma che in realtà è solo brama di tesori e gemme altrui non hanno che da dirlo!>>

Si sa che i Nani non apprezzano di essere insultati in alcun modo e la risposta fu pronta e alterata: <<Se credete che allearvi con gli Elfi Oscuri, la cui unica garanzia è schiavitù a tempo indeterminato e il cui unico modo per porre fine al problema del Bestio è tentare di assoggettarlo al proprio volere tramite la magia oscura col rischio di creare un disastroso maelstrom di distruzione, beh accomodatevi. Questo dimostra solo come gli umani siano inaffidabili e stolti, incapaci di cogliere dov'è il pericolo e in che modo reagire. A questo punto i Custodi di Sigmar potrebbero rappresentare un'ancora di salvezza per il genere umano, protetti da Sigmar, il più antico alleato umano della nostra razza, essi possono capire al meglio quale sia la fazione che ha a cuore il futuro del mondo intero! Mi si obietta che i Nani non hanno le risorse per affrontare questo problema, additando ahimè i nostri fratelli caduti in battaglia e rianimati dalla magia oscura: ma come? anche gli umani facilmente fungono da dispensa per necromanti e vampiri, eppure li abbiamo sempre ritenuti in grado di darci un aiuto importante nell'affrontare le armate nemiche... ci si accusa di ubriachezza, quando qualsiasi mercante o ospite umano nelle nostre Karak non è capace di bere una buona birra nanica senza poi svenire sulla propria sedia. Posso solo dire che noi Nani non accetteremo compromessi con i nostri antichi nemici demoni, che già millenni fa portarono il mondo sull'orlo dell'oblio, né tantomeno con i loro lacchè elfi oscuri e le altre forze che devastano il mondo, caotiche o meno che siano!! se voi imperiali credete che assoggettarvi al loro volere vi salverà da un futuro disperato allora siete nel torto!>>

<<Il nostro buon nano, probabilmente reso loquace da qualche boccale di birra, si rivolge a tutti gli eserciti, io invece mi rivolgo a tutte le genti che vogliono costruire un nuovo mondo, un mondo unito con la forza per combattere la minaccia costante dei demoni. Chi non vuole un finale banale si schieri dalla nostra parte, vi prometto qualcosa di inaspettato, inoltre i nostri alleati che si mostreranno meritevoli avranno la possibilità di consigliare il nostro signore in questa importante scelta>> Tutti si guardarono in giro alla ricerca della fonte di quelle parole. Da una zona oscura del tendone dietro Eike Von Repkow, fece capolino un Druchii che con un sorriso d’intesa con l’ambasciatore imperiale prese posto accanto a lui; Guglielmo pensò che sarebbe stato un confronto interessante potendo sentire anche la parte avversa.

Se Lord Albedoc fu sorpreso di scoprire la presenza dell’ambasciatore Elfo Oscuro non lo diede a vedere, il suo volto era troppo contorto nella foga della risposta: <<Un nuovo mondo libero dai demoni? folli!! forse credete di poter sottomettere forze al di là della vostra comprensione, le vostre diavolerie magiche saranno la vostra condanna... solo un pazzo penserebbe di sfruttare a proprio vantaggio certi poteri senza rimanerne corrotto, e chiunque appoggia il vostro cosiddetto nuovo mondo si ritroverà ben presto al cappio degli stessi alleati elfi oscuri e delle entità demoniache che li controllano.>>

Il generale Nano fu interrotto da Aramis, ambasciatore di Bretonnia: <<I corrotti imperiali non credano di nascondersi dietro il trono del Re Stregone. Verranno soppiantati, le loro scelte li hanno condannati. Il vecchio mondo conoscerà presto l'egemonia bretoniana.>>

Quest’affermazione sdegnò Guglielmo Boncatai quanto l’ambasciatore imperiale, ma costui fu più svelto a ribattere: <<Patetici, non siete né più né meno che dei mercenari che si nascondono dietro alti ideali di cavalleria quando l'unica cosa che vi importa sono i soldi e le terre. non fate gli ipocriti, ditelo a tutto il mondo e almeno siate come i Tileani che ne hanno fatto una nobile professione. In quanto a voi Nano, le vostre parole suonano strane e tendenziose dette da chi non è capace di usare magia. Chiediamo a tutte le genti e i popoli del mondo di ascoltare queste parole: la minaccia demoniaca è più vicina di quanto non pensiate! uniti possiamo!>>

Aramis fu svelto a replicare: “Avete gli occhi tanto offuscati che non riconoscete l'ipocrisia di seguaci di Sigmar che si alleano con demoni, alla naturale ragion di stato che guida una nazione sensata. Vedete Imperiali, la cavalleria non impedisce in alcun modo di ricercare obiettivi e garantire gli interessi della corona, la cavalleria è un mezzo, di certo il migliore, per raggiungere fini di qualsiasi genere.”

“Noi siamo perfettamente capaci di usare la magia, umano ma al contrario di voi abbiamo imparato a incanalarla in forme sicure e affidabili, invece che tentare di imbrigliarne il potere e invece finirne stregati e corrotti come state facendo voi!! Impara la cultura e le tradizioni della nostra razza, e imparerai come abbiamo sempre affrontato i demoni e le armate caotiche usando solo le nostre capacità, la nostra esperienza e il valore in battaglia!! l'errore più grande che potreste fare è allearvi con qualcuno che non solo poi vi volterà le spalle, ma vi porterà alla rovina. Ah, le brevi vite degli umani non possono essere sufficienti per capire quanto amara sia la via del traditore e del rinnegato, ma sappiate questo: tradendo l'alleanza che da sempre unisce Nani e Uomini vi siete incamminati lungo un sentiero oscuro e perverso!! Per questo faccio appello a tutti i leali seguaci di Sigmar, che possano vedere nel loro dio un faro che li guidi verso la giusta via e all'alleanza con la nostra fazione, perché si possa arginare ancora una volta la marea che rischia di sommergere il mondo!! solo un vero fedele di colui che molti secoli fa fu un amico e alleato di noi Nani sceglierà questa via!”

“Il comportamento imperiale mi lascia a dir poco perplesso. I nani sono loro storici alleati e Sigmar era un grande alleato del popolo nanico. Da parte loro devo dire che gli Elfi Oscuri sono buoni diplomatici in fin dei conti…” esordì finalmente Zefiro, ambasciatore del nobile popolo degli Asrai.

“In tempi difficili bisogna prendere decisioni complicate... ad esempio voi Elfi Silvani…” riattaccò Lord Albedoc: “Le scaramucce che ci sono state tra le nostre Karak e il vostro reame boscoso sembrerebbero precludere ogni alleanza ma perché non una temporanea collaborazione? Possiamo offrire, con il beneplacito bretoniano, la creazione di una proficua collaborazione tra i nostri regni, d’altronde noi Nani abitiamo in roccaforti che in sé non occupano spazio che potrebbe invece essere proficuamente adibito a foresta e ospitare comunità in territori non silvani, l'approvvigionamento di legna sarebbe un prezzo ben pattuito in cambio di una collaborazione proficua per entrambi. Non siamo tanto sciocchi da offrire oro o gemme, siamo al corrente della vostra passione per gli alberi e, anche se ci lascia perplessi, possiamo accettarla e rispettarla a patto che, dalla vostra parte, garantiate appoggio e rispetto degli accordi, cosa che i Nani hanno sempre apprezzato più di ogni altra cosa!”

“Non vedo problemi circa un accordo del genere.. Sapete onorati Nani e Silvani la cavalleria Bretoniana ha sempre preferito, città, fortezze, pianure e colline a montagne e foreste.” Assentì Aramis annuendo convinto.

“Il metallo si forgia nelle fucine bruciando il legno e i verdi pascoli devono essere strappati alle foreste.” Ghignò Eike Von Repkow deridendo i meri tentativi di arruffianarsi l’appoggio degli Asrai.

Dopo un lungo silenzio, in attesa e in attento studio della situazione, finalmente Guglielmo Boncatai disse qualcosa: “Caro Aramis, la vostra dichiarata ricerca di un’egemonia bretoniana basterebbe a farmi schierare al fianco degli elfi oscuri per impedirne la venuta…” Federico Il Guizzante aggiunse: “…Purtroppo i bretoniani, altezzosi come sono, rischiano di inalberarsi in situazioni in cui noi Tileani sguazziamo. Niente che un sicario di Vespero non possa risolvere.”

“Per l'umano medio l'egemonia Bretoniana è davvero terribile. Comunque sia non credo che i Nani saranno troppo contenti di vedere gli alleati voltargli le spalle per gli Elfi Oscuri, anche se dai Mercenari ci si può aspettare di tutto. Sta a voi scegliere tra donnine allegre o oro e pietre preziose. Certo è che negli equilibri del vecchio mondo, mercenari, restate una forza marginale, non siate anche minoritaria.” Ribatté Aramis.

Eike Von Repkow sorrise mellifluo: “L'alleanza comincia a scricchiolare, vero? State diventando la barzelletta del Vecchio Mondo”

“Sapete una cosa cari i miei crucchi ? in Tilea c'è un detto: L'amore non è bello se non è litigarello. Noi mercenari diffidiamo sempre della perfezione e dalla purezza d'intenti e ideali perché spesso, come il profumo di un bretoniano, nascondono qualcosa di marcio. Crediamo che una buona scazzottata o una rissa in una locanda possa rivelare molto sull'anima di un uomo e a volte può temprare l'amicizia e la lealtà reciproca più di un culto comune o di un giramento. Il tutto può finire con qualche pugnale nella schiena oppure davanti ad una birra ridendo e scherzando ma state pure certi che dopo un'esperienza del genere i soldati saranno come fratelli che combatteranno volentieri fianco a fianco contro chiunque; se la paga è proporzionata. Un'ultima cosa... saremo pure una forza marginale e minoritaria come dite voi, care damigelle corazzate, ma questa forza minoritaria e marginale ha dato un bel calcio a voi e alla vostra Dama piazzandosi appena dietro elfi oscuri e nani mentre voi sguazzate nei fondali ad un'altezza ch'è bastevole solo per lustrare con la vostra lingua il nostro fondoschiena bronzato!” Questa fu la risposta di Boncatai, recitata in modo doveroso e sprezzante al momento giusto.

Lord Albedoc intervenne a sedare il degenero della discussione: “I mercenari sono un alleato prezioso, che si è già dimostrato fondamentale per l'arrivo in finale e non si discutono in assoluto. Saranno anche legati a noi grazie all'oro, ma finché rimangono fedeli all'impegno preso saranno considerati alla pari di qualsiasi altro esercito della nostra fazione!”

“Voi carissimo Guglielmo Boncatai siete un po’ troppo suscettibile. Non vi ho dato della forza minoritaria, marginale sì, ma minoritaria solo qualora la vostra scelta fosse di tradire la fiducia dei nani. Vedete, la vostra posizione non è lontanamente paragonabile alla nostra, di questo siamo perfettamente concordi, la vostra descrizione calza a pennello e certo non è nostro intento mordere quel bronzeo deretano. La questione tuttavia è comprendere quali siano i veri risultati di questa posizione. Mi chiedo da tempo cosa voglia dire Compagnie di Ventura? In una trasposizione realista dei vostri successi questi rispecchierebbero le vittorie militari, conquistate da brillanti condottieri e prodi soldati, i guadagni, le razzie, gli onori e la fama che queste vi garantiscono; ma cos'altro? Sarete forse in grado di sfruttare come unica forza questi vantaggi? Potrete unire la Tilea, per non parlare dell'Estalia, in un unico potente regno, superare le dispute tra i principi, le città e i piccoli regni garantendo prosperità e pace a quelle terre? Se fallirete vedrete i vostri successi scorrervi tra le dita, finendo o in una taverna a scherzare o con un coltello nella schiena, come suggerite, per via della divisione che vi contraddistingue. E qualora invece riusciste in quel grande obiettivo quanto potrete sopravvivere senza ciò che sfama i vostri uomini e ne affila le picche?
Attenzione Generale, non confondetemi per un nemico, ma non sottovalutatemi come amico.”

"Ammetto di aver mal interpretato le vostre parole ma conoscendo l'altezzosità dei bretoniani sono partito prevenuto nei confronti degli appellativi che ci avete affibbiato. Il collega imperiale potrà sogghignare di fronte ai nostri litigi quanto vuole ma su una cosa ha ragione: il mondo come lo conoscevamo non esisterà più, le vecchie alleanze sono il passato, le rivalità intestine e i rancori ancestrali saranno superati e forse è proprio per questo che loro hanno "tradito" le vecchie intese per allearsi con i Druchii e forse è per lo stesso motivo per cui noi: Mercenari, Mastini da Guerra, Compagnie di Ventura abbiamo onorato fin'ora l'alleanza con i Nani. La situazione apocalittica ch'è venuta a crearsi nel nostro mondo ha unito fazioni di mentalità opposta come coloro che infrangono la fedeltà per denaro e coloro che darebbero la vita pur di mantenere una promessa. Sono tempi strani e forse perfino gli Elfi Silvani, che tante diatribe hanno avuto sia con i nani, per il "dominio" sulle foreste, e con i cugini oscuri, per la loro costante ricerca del potere senza guardare in faccia la natura e gli spiriti selvaggi che la abitano, possono considerare, l'una o l'altra scelta, "il male minore" o "la migliore opportunità di sopravvivere". Perfino i Pelleverde, che noi Mercenari spesso ospitiamo tra le nostre fila come nostri pari, bistrattati dagli altri uomini potrebbero capire che dei nemici tanto ostici come sono stati in questi secoli i nani, sarebbero degli alleati formidabili con i loro cannoni e la loro tenacia al fianco della brutale superiorità numerica. Tale cosmopolitismo esiste da secoli all'interno delle armate mercenarie e se i nostri "divisi" principati, come li chiamate voi, hanno resistito all'egemonia del Regno di Bretonnia o dell'Impero di Sigmar lo dobbiamo sopratutto alla nostra versatilità e tolleranza della diversità perché siamo ben consci che ciò che spinge gli esseri è sopratutto il bisogno di mantenere vivi sé stessi e la propria famiglia e per esteso il proprio popolo e se ciò significa combattere per denaro sotto bandiere di razze differenti e al fianco dei nostri nemici più acerrimi poco ci importa, perché sappiamo che lo stiamo facendo per noi stessi, le nostre famiglie o il nostro intero popolo."

Federico “Il Guizzante” si alzò in piedi e, con un'unica lacrima, applaudì il generale Tileano.
Lord Albedoc assentì ma volle aggiungere qualcosa: “Sono felice che i giovani Uomini riescano una volta tanto a capirsi!! sono millenni che noi Dawi portiamo avanti valori quali la fedeltà a una causa, il valore in battaglia e l'apprezzamento dell'esperienza, e saremo più che felici di ospitare tra le nostre fila chiunque si dimostri capace di cogliere questi elementi! Ahimè siamo a conoscenza che la natura umana inevitabilmente porterà a future dispute e nuove alleanze e tradimenti, ne siamo consci, ma non per questo possiamo lasciarci andare a un'esagerata malmostosità: il momento è critico e dobbiamo essere uniti per affrontarlo!! infine, per quanto riguarda la possibile presenza di Pelleverde nell'alleanza, da Nano non posso che prendere questa idea come un insulto personale! solo gli spregevoli uomini-ratto meritano tanto odio quanto gli Orchi e i Goblin e tutta quella deplorevole genia che ci ha sottratto tante Karak e vite naniche, e mai sarà possibile un'alleanza né tanto meno una collaborazione. Se sul campo di battaglia decideranno di combattere il nostro stesso nemico sicuramente non mi rincrescerà, ma una volta arrivati faccia a faccia non ci sarà pietà di sorta.

“Non riesco a capirlo a fondo il genere umano. Non ce la faccio proprio. Prima si fa la guerra, poi ride, poi batte le mani. Sembrate senza memoria. I mercenari combattono per il loro popolo, hanno ragione, ma dico io: quale è il loro popolo? Non esiste un solo governo stabile che lo rappresenti, non ci sono confini precisi se non quelli segnati da colubrine e tradimenti e veleni. E così è stato per tutta la loro “cosmopolita”esistenza. La brama è una brutta bestia. E fornaci e metalli nanici e terre verdi e pascoli e città d’uomini possono ugualmente essere ottenuti sradicando alberi e sottomettendo altri popoli. Non conta ciò che prima si trovava sul suolo o a chi esso apparteneva. Forse dovrei definirmi sciocco per il sogno che ho ultimamente nutrito di riunire e guidare l’intera stirpe umana sotto la saggezza elfica.
Mi auguro che i fatti e che l’assennatezza di qualche vecchio spirito degli alberi mi smentisca mentre noi elfi silvani prenderemo una decisione” constatò perplesso Zefiro degli Asrai.

Aramis sorrise compiaciuto alle parole del Capitano di Ventura e parve elogiarlo dicendo: “Dalla nobiltà delle vostre parole si direbbe che scorra del sangue Bretoniano nelle vostre vene.. Per la contentezza dell'imperiale direi che questa disputa, come lui la chiama, sempre che ci sia stata, io non lo credo, si sia risolta in una taverna. Sappiate che a Bretonnia poco importa di perseguitare voi, le vostre famiglie e il vostro popolo. Quello che a me e ai miei signori preme è creare un nuovo equilibrio stabile nel Vecchio Mondo. Le liti tra gli elettori imperiali che per secoli si sono rivelate essere la porta di ingresso alle nostre terre per ogni genere di oscura minaccia, dai poteri caotici a quelli necromantici, dovranno lasciare il passo ad una nuova era di solida pace e solidi intenti.”

“Cari colleghi ambasciatori, sia Dawi che Bretoniano, mi spiace che il mio discorso non sia riuscito a toccare appieno i vostri cuori tanto da sciogliere l'ottusità che pare avvolgerli. Voi, caro Aramis, dimostrate tutto il vostro etnocentrismo rivelando di concepire che solo nel caso in cui nel mio sangue scorresse sangue bretoniano io potrei dimostrare una nobiltà d'animo tale da enunciare il mio precedente discorso ma vi sbagliate: anche nella Tilea dei mercenari, tagliagole e pirati sbocciano la poesia, la filosofia e la retorica e alcune delle nostre mecenatiche corti accolgono e finanziano grandi artisti, inventori ed esploratori in un quadro, ch'è tutt'altro che quello dipinto dai pregiudizi dei cosiddetti regni ed imperi uniti. Di questo mi rammarico quanto della chiusura mentale che ancora una volta voi nani dimostrate non prendendo minimamente considerazione l'opportunità di combattere al fianco di Pelleverde o Skaven mentre, come vi spiegavo prima, nelle nostre fila si possono veder lottare, fianco a fianco, il pirata sventratore Drong il Lungo e Ruglud e i suoi balestrieri orchi. Temo che una tale mentalità non sia adatta ai tempi che corrono e che possano distogliere dai nostri occhi qualsiasi orizzonte di vittoria, poiché questa vittoria si otterrà solo col consenso delle altre fazioni, ancor prima che la resa dei conti cominci! Forse è questo il massimo a cui i vostri popoli possono giungere ?” Poi, rivolto a Zefiro aggiunse: “E voi ambasciatore Asrai, forse avete ragione voi, forse quando l'umanità nacque e si diffuse nel Vecchio Mondo qualcosa della magia o dell'essenza stessa del Caos fu saldata all'intera stirpe, facendoci vagare da un'idea all'altra nello spazio della nostra breve esistenza. Forse noi umani ci spargiamo sull’'intero mondo in un variegato ammasso di culture differenti: Dagli uomini dell'Impero, ai Bretoniani, Ai Norsmanni, ai Tileani, agli Arabi, agli Estaliani, ai lontani abitanti del Catai, del Nippon e dell'Ind; Tutti in una variegata tavolozza che compone il dipinto chiamato Umanità. Mi domando io se tutta questa varietà è così "malvagia". Voi razze antiche, parlo sopratutto ai Nani, siete rimasti incaponiti nelle vostre tradizioni e questo vi ha portato sull'orlo del collasso e dell'estinzione. Voi Elfi Silvani non vi staccaste forse dalla comunità di Ulthuan preferendo rimanere nelle colonie ? mi chiedo quale sia il vostro governo che lo rappresenta ? Non siete forse formati anche voi da molti Clan ? immaginate che ogni vostro Clan sia un principato o una città-stato tileana, nonostante le vostre divisioni intime, non vi riunite forse sotto un'unica bandiera quando la vostra Athel Loren è minacciata ? Danzatori, Alter, Cavalcafalchi, Guardiavia, tutti assieme per difendere l'identità Asrai! ciò che dagli altri è conosciuto come Elfo Silvano. Così noi Tileani quando il caso lo richiede ci riuniamo a combattere sotto un'unica bandiera d'identità, questo è il caso attuale. Ogni cultura è qui per difendere la propria esistenza in quella che sembra la fine del mondo. Forse avete ragione nel dire che nani e umani tagliano gli alberi e li bruciano per forgiare armi per offendere e difendere ma è anche vero che non tutti i popoli e le culture conoscono o accettano o sono in grado di attuare i metodi con cui voi Asrai riuscite a dialogare con la foresta per ottenere tutto ciò di cui avete bisogno. Forse non l'abbiamo voluto imparare, forse voi non vi siete mai sforzati di spiegarcelo, forse non ci avete considerati degni di apprendere o attuare tali prodigi. Ogni cultura o identità dovrebbe imparare a convivere, certo, io credo che "l'ideale" mercenario sia molto più cosmopolita perché condivisibile da più popoli, nelle nostre armate possiamo vantare un membro di ogni razza o quasi. perfino i non-morti e gli uomini lucertola convivono nel clangore delle battaglie combattendo nella fratellanza della lotta che forse pone sullo stesso piano tutti popoli di questo mondo! Io apprezzo la varietà delle culture e come queste abbiano, in una cosa forse spregevole come il combattimento, una ragione che li accomuna. Non vedo quindi di buon occhio le saggezze che tentano di estendersi rendendo tutte uguali le culture.”

“Ritengo che le razze antiche debbano finalmente capire che l'uomo conosce perfettamente il significato della memoria e che ne abbia assoluta coscienza. Se solo comprendessero che talvolta il ricordo del passato possa e debba essere accantonato per il bene del presente, se avessero riconosciuto questo principio il mondo sarebbe stato diverso, forse sarebbe ancora loro. Sembrerebbe tuttavia che non tutte le aperture vengano colte o recepite.” Disse l’ambasciatore bretoniano suggellando il discorso.
“Caro Aramis, ho colto e percepito la vostra apertura, come quella dei Nani, ma non sarei pienamente nella mia cultura tileana se non mi offendessi per quello che voi di certo considerate un complimento ma che per un tielano suona come una presa di posizione dialettica che pone i non-bretoniani al di sotto dei bretoniani” ribatté svelto di lingua Guglielmo Boncatai.

Lord Albedoc posò il boccale di birra sul tavolo poi sospirando e scuotendo il capo disse: ”Mah, parlare con voi umani è come parlare con un giovane scapestrato o un bimbo ostinato: entrambi credono di aver raggiunto la vetta della propria esistenza senza vedere che sono solo all'inizio del loro percorso, oppure pensano che, solo perché sono riusciti a saltare per lungo un fosso, la prossima volta andrà altrettanto bene. Senza dilungarmi in discorsi filosofici o identitari rimango sul punto che mi interessa come generale Dawi: i Pelleverde non saranno mai accettati come alleati da parte nostra! Mi si cita il caso di Drong, senza però ricordare come, ahimè, ormai sia un emarginato della nostra società, senza più legami, obblighi o diritti verso il nostro popolo... equiparare il popolo nanico e invitarci a comportarci come uno Sventratore è un insulto che difficilmente può essere sopportato, men che meno accettato! Tenete conto, alleati mercenari, che chi fa parte delle vostre fila e non è umano allora è un esiliato, un incompreso, un maledetto o è in cerca di fortuna. Non metteteci sullo stesso livello di gente di questa risma, il popolo nanico non potrà mai accettare un’alleanza con la razza che l'ha depredato da secoli e che ne ha causato la caduta!”

Non appena il nano ebbe finito di esporre e sue ragioni, Federico “Il Guizzante” ribatté: “Caro alleato vorresti dire che preferiresti vedere le vostre ultime Karak in rovina piuttosto che allearti momentaneamente con gli orchi? Che non li vorresti sapere impegnati su fronti di guerra che non sono contro di voi ? Se questo è il tuo pensiero, mastro nano, mi duole dire, come dicono a volte gli elfi: Il peso dell'elmo gli ha fatto uscire il cervello dalle orecchie. Con questi discorsi comunque non si intende che non appoggeremo la vostra razza in questo mesto periodo ma semplicemente che poi i nostri prezzi subiranno una ritoccata al rialzo nei vostri confronti”

Eike Von Repkow abbandonò lo scranno e retto sulle ginocchia proclamò le sue parole con enfasi: “Caro Tileano, sembra che l'unico popolo che Vi capisca sia quello dell'Impero. Anche noi divisi, ma uniti.
Da noi hanno militato a fin di penna e di spada i più grandi dei Vostri primo fra tutti Leonardo da Miragliano sommo inventore e artista, per non parlare dei Vostri compatrioti che i nostri principi reclutano ogni anno per supportare le loro armate.
Alcuni potranno dire che siamo rozzi: non hanno capito nulla.
Alcuni potranno dire che siamo grezzi: non si sono guardati veramente.
Alcuni potranno dire che non abbiamo rispetto: guardino quando hanno usato degli amici e quando i loro interessi hanno prevalso.
Noi, come Voi, i nostri principi come i Vostri, hanno la libertà e mai nessuno riuscirà a piegare l'Impero unito sotto il vessillo del Grifone.
Cari Tileani, noi siamo come fratelli divisi dalla storia, ma in realtà abbiamo in comune più di quanto non sembri. Parlate di tolleranza: quanti culti ci sono tra di noi? sono tutti rispettati, anzi la leggenda racconta che Sigmar stesso si fece incoronare dall'Ar-Ulric.
Fratelli tileani, perché vi siete uniti a popoli che non vi capiscono e che vi disprezzano in segreto. é facile a parole dire che si è amici, ma quali amici non si capiscono a vicenda? Questa Vostra alleanza è contro natura, lo sapete anche Voi cari mercenari, noi siamo qui ad aspettarVi.”

Zefiro, appena il diplomatico imperiale ebbe terminato, volle esporre la propria risposta alle affermazioni di Guglielmo: “È vero che di stirpi d’uomini ne esistono molte, tutte discendenti dallo stesso ceppo, messer Guglielmo. Il genere umano è una razza giovane ed energica.
I tempi lo hanno imposto e io sono stato tra i primi nel mezzo ai miei fratelli a parlare di dialogo con i popoli fuori dai nostri confini.
Ma la vostra visione, se me lo permettete, è un po’ troppo, come dire, “romantica”.

La diversità è cosa buona, se sotto non vi albergasse l’invidia e la gelosia di alcuni su altri.
La collaborazione è cosa buona, se questo non avvenisse per lottare gli uni contro gli altri.
L’essere una razza giovane è cosa buona, se questo non rendesse cedevoli al caos.

Troppo spesso sul dorso di un’aquila ho visto schiere di uomini combattere assieme a orchi o nani o marciare accanto ad un gigante. Ma quella massa di persone, così unite, fratelli d'arme, andava a scontrarsi con un’altra uguale. E così il fratello colpiva il fratello, il mercenario di una fazione quello dell’altra.
Se questo non lo avessi mai visto crederei alla vostra romantica visione.
Se non avessi mai visto marciare le schiere d’uomini dediti al caos crederei che l’uomo non ha bisogno di una guida.

La mia gente è divisa in clan diversi. Ma questo avviene per l'inclinazione personale e le aspirazioni. Per questo ci separiamo. Ma siamo tutti sotto le stesse fronde e ci uniamo subito contro invasori e nemici. Non ci siamo mai guerreggiati tra noi. Anzi, se non fosse stato per questo popolo di elfi selvaggi, come molti ci ritengono, i popoli liberi del mondo avrebbero dovuto fronteggiare un ulteriore pericolo: Nagash.
Siamo stati noi a fermarlo. A costo di vita e sacrificio, ma lo abbiamo fatto.

La collaborazione con e fra altri uomini è importante, fondamentale.
Ma voi stessi non sempre l’accettate. O lo fate in maniere distorta.
E allora mi chiedo: quale è il confine?
Collaborate con chi? Per quanto? Su cosa si basa la vostra fedeltà?

Il fatto che a queste domande la risposta sia l’oro o il guadagno mi fa temere.
Nelle schiere dei mercenari ho visto combattere anche oscuri, scorticatori di pelli. Non sono sfuggiti ai miei occhi e alla mia penna di cantore. E allora perché non trattare anche con gli elfi oscuri? Cosa ve lo impedirebbe?
E cosa impedirebbe, appena conclusosi il contratto con i nani di schierarvi con un nuovo alleato che vi offre di più?

Temo che la vostra visione profumata di fiori di primavera illuda voi stesso.
Pongo da parte l'accondiscendenza, che è solo per le lingue di serpente, e vi pongo chiaramente i miei dubbi, condottiero.

Non ce l’ho con voi, messer Guglielmo, né con la vostra stirpe, né con alcuno.
Solo che quando guardo alle vostre contraddizioni, alla cecità e alla brama di altri uomini e popoli il mio cuore si riempie di dubbio e malinconia. E nemmeno Zaneth il ciarliero, cantamagie di Loren, riesce a sollevarmi.”

Gugliemo si schiarì la voce e poi esclamò: “Mio caro Zefiro intanto lasciatemi ringraziare gli Asrai per aver fermato la sete di potere del Sommo Necromante. Voi però accusate l'uomo di invidia e gelosia e di altre meschinità che, mi duole ammetterlo fanno parte della natura umana e questo mi pare di averlo già ammesso, perlomeno noi Tileani siamo abbastanza onesti da dirlo senza nasconderci dietro ideali di cavalleria o culti buonisti. Anche voi elfi silvani, se la vostra patria è minacciata non guardate in faccia nessuno e uccidete senza remore uomini, orchi, nani e perfino altri elfi sia Druchii che Asur. Perché questo ? perché sentite minacciata la vostra patria, la vostra identità di Asrai. Spesso combattete contro gli stessi spiriti della vostra foresta, spiriti che voi considerate deviati ma che a loro volta vi considerano intrusi in Athel Loren! Chi dei due a ragione ?
Noi combattiamo contro altri mercenari per portare alle nostre famiglie o a noi stessi la sopravvivenza necessaria, forse sbagliamo in questo più di coloro che combattono per ideali astratti come la fede o l'onore ? l'oro non rappresenta per tutti l'avidità e l'arricchimento molti hanno trovato nella guerra un mestiere che per alcuni è al vocazione o l'inclinazione naturale che li contraddistingue come è per i vostri Danzatori o Guardiavia e per gli altri clan che voi stesso avete ammesso divisi per modi diversi d'intendere la foresta e la vita.
Accusate l'umanità di essere adoratrice delle divinità caotiche ma neanche voi razze antiche ne siete immuni: So di Nani che vivono nelle Terre Oscure, oltre i Regni degli Ogre, dediti al culto di divinità oscure mossi dai sentimenti peggiori che albergano nel cuore di un nano normale portati all'estremo. Conosco la storia delle Cripte dell'Inverno, quando una vostra danzatrice fu sedotta da Slaanesh e portò scompiglio in Athel Loren e che dire degli Elfi Oscuri ?
Caro ambasciatore non guardate l'umanità dall'alto in basso perché anche voi Elfi non siete immuni dal tocco caotico, che dire anzi del vostro culto di Kurnous ? quando elfi e spiriti della foresta escono da Loren bramosi di violenza ? non potrebbe sembrare una sorta di lascito del Signore dei teschi Khorne, che si bea dello spargimento gratuito di sangue ?
Ogni popolo ha le sue macchie e possiamo passare l'eternità, ho il poco tempo che ci rimane, ad accusarci e a rinfacciarci i nostri difetti oppure combattere uniti per salvare i nostri popoli. Voi dite che se anche collaborassimo, in seguito saremmo invischiati di nuovo nelle nostre faide, forse sarà così ma anche voi Asrai non uscite spesso dalle vostre foreste e lo fate solo quando le minacce sono grandi. Anche questa volta se dovessimo salvare il mondo, una volta fatto, voi tornereste nella vostra Loren e proseguireste ad uccidere chi la invade oppure potreste uscire e dialogare con gli altri popoli per arrivare ad un accordo per vivere più in armonia, del resto i vostri metodi non sono poi molto diversi da quelli di altre forza oscure poiché si basano sulla paura , sull'aura di terrore che aleggia sulle foreste che abitate che si dicono abitate da spiriti e chi vi entra rararmente torna vivo o sano di mente.
Ciò era solo per far capire quanto sono futili le vostre accuse.
Ora, dato che le vostre parole erano così sprezzanti verso gli adoratori del caos immagino, visto che non vi è scelta di neutralità, che vi schiererete con i Nani che forse considerate il male minore ?”

Lord Albedoc borbottò tra sé e sé guardando verso Eike Von Repkow volendo ribattere qualcosa del suo precedente discorso: “Tsk!... contro natura sarà la vostra alleanza con gli Elfi Oscuri adoratori del Caos e traditori incalliti... Se davvero volete trovare un alleato come si deve dovreste rivolgervi a coloro che da sempre hanno sostenuti e aiutato l'Impero!! Senza di noi sareste ancora a maneggiare asce di pietra al posto che spade d'acciaio, e a usare archi primitivi al posto che archibugi e cannoni... Umani ingrati, per lo meno i Mercenari hanno la decenza di ricordare che hanno un impegno nei nostri confronti, nato da un accordo e da rispettare fino in fondo, e i Bretoniani capiscono che il momento è critico e certe incomprensioni possono essere accantonate!” la voce del Lord nano tuonò nelle orecchie dei presenti che si zittirono: “I Nani serbano rancore finché questo non è estinto, e solo una volta fatto ciò allora è possibile ripartire a dialogare... Guardate gli Elfi di Ulthuan, il loro debito nei nostri confronti è stato saldato quando la Corona della Fenice è stata strappata dalle mani di Re Caledor, e da quel momento in poi più volte Elfi e Nani si sono ritrovati dalla stessa parte in un conflitto... Io dico questo allora: che i Pelleverde paghino per ogni Nano che hanno ucciso, per ogni Karak che hanno conquistato con l'inganno e mezzi subdoli, per ogni tesoro rubato e per ogni insulto a noi arrecato!! Non pretendete che noi Nani dimentichiamo ciò che ci è stato fatto come se niente fosse, se vogliono allearsi con noi allora devono pagare per ogni torto fatto, e il Dammaz Kron (il Libro dei Rancori per voi che non conoscete il Khazalid) è pieno di torti da depennare!”

L’ambasciatore Bretoniano fu il primo a riaversi e così si espresse: “Ciascuno di noi, signori, dichiarerà difficilmente che la propria gente sia pari alle altre e ancora con più riserve potrà affermare che sia inferiore. I popoli sopravvivono creando e credendo ai miti che semplificando e chiarendo il vorticoso contesto nel quale vivono gli permettano di relazionarvisi, di predisporre progetti, obiettivi, di comprendere la posizione che nel sistema detengono e se e come questo debba cessare o perdurare. Il mito della cavalleria, della libertà di combattere per se stessi o per l'oro, degli antenati, della simbiosi con l'anima foresta e di mille altri miti che nel corso dei secoli hanno guidato le nostre società devono essere riconosciuti da coloro che queste società guidano. Se i leader non comprendono che in tempi di crisi i miti debbano evolversi se non essere seppelliti resteranno ad essi ancorati senza più che questi abbiano la capacità di riflettere il contesto rinnovato; saranno senza rotta nel mare in tempesta di questo mondo che cambia.”

Come se non avesse udito le parole di Aramis, il delegato imperiale proseguì il suo battibecco con il lord Dawi sperando, forse, di far crollare un muro di cinta con un filo di paglia: “Noi non abbiamo mai stipulato accordi con Voi in merito agli obbiettivi di questa campagna, pertanto non ci sentiamo vincolati da affetto o altre sciocchezze buone per donnicciole e fanciulli. Quando abbiamo avuto bisogno del vostro aiuto lo abbiamo chiesto e Voi ce lo avete offerto, quando Voi avete avuto bisogno di aiuto abbiamo fatto altrettanto. Ora non essendo intercorsa tra di noi alcuna comunicazione riguardante queste missioni abbiamo ritenuto più saggio affiancarci ad altri. Forse che siete gelosi di quelli che considerate figliocci? tzè! un nano con un cuore d'oro: è proprio il caso di dirlo! Voi ci rinfacciate di averci insegnato questo e di averci dato quello: è stata una Vostra scelta, prendetevela con i Vostri padri, non con i nostri che fecero ciò che è giusto per portare il nostro popolo all'apice della sua potenza.
Vedete, caro nanetto, la differenza tra noi e Voi è una ed una sola: l'intelligenza. Prova ne è che noi imperiali abbiamo portato le vostre invenzioni all'apice della loro potenzialità e questo lo facciamo in tutto. Perché ci accusate di non essere fedeli all'amicizia tra i nostri popoli quando non avete mosso un dito per aiutarci o quantomeno non vi siete mai degnati di abbassare, o meglio alzare lo sguardo verso i vostri 'amici'. Noi abbiamo agito di conseguenza sentendoci liberati dal doverVi qualcosa.
E' politica, non di più. Voi prendete tutto troppo sul personale.”

Ormai la battaglia verbale tra Albedoc e Von Repkow incalzava, il Lord sferrò l’ennesimo contrattacco: “siete voi che ci avete accusati di stipulare alleanze contro natura, io ho semplicemente risposto nell'unico modo possibile: cercando di farvi capire che quelli che vanno contro natura e contro il semplice buon senso siete voi... ormai abbiamo capito che gli Imperiali sono irrecuperabili: vorrà dire che le vostre terre saranno terreno di conquista per altri uomini e i precedenti trattati e rapporti di amicizia che avevamo stabilito un tempo saranno carta straccia! Sapevo che gli uomini difficilmente consideravano valori quali la tradizione, il rispetto dei rapporti di vicinanza (badate bene, noi Nani non abbiamo mai iniziato una guerra, abbiamo sempre e solo risposto a provocazioni e attacchi diretti!) e il semplice buon senso, ma veramente voi imperiali mi state deludendo. Vi abbiamo fatto dono delle nostre conoscenze sperando che i nemici comuni potessero creare un ponte di comunanza e legami stretti, e per molti anni è sembrato così, ma ora sembra proprio che l'avidità e le false speranze vi abbiano accecati: che sia! Vi ricordo inoltre che, sebbene pretendiate di aver migliorato le nostre tecnologie, i vostri risultati in questa campagna sono ben al di sotto dei nostri: se volete vantarvi di chissà quale risultato fareste bene a ricordarvi di quanto in basso siete caduti, sia dal punto di vista dei risultati che del comportamento.”

Eike parò e sferzò di lato: “Barbuto Generale,
noi non abbiamo detto che non il passato non c'è più, abbiamo detto solo che in questa situazione è più logico per noi stare con chi ci ha aiutato davvero. Voi dite che non siamo riconoscenti? Beata ignoranza!
Dite che non teniamo conto della tradizione? Quale tradizione? Quella di portare al parco dei bambini barbuti prima del pisolino pomeridiano?
Voi dite che abbiamo fatto poco? Ma abbiamo guadagnato molto, ma molto di più di quello che abbiamo investito. Dobbiamo essere profondamente riconoscenti ai nostri alleati e faremmo loro un enorme torto ad abbandonarli nel momento del bisogno.
Chi ci accusa di irriconoscenza? Noi facciamo quello che è giusto per noi e solo per noi, non siamo qui a fare beneficenza ad altri popoli pronti a pugnalarci alle spalle.
Non ci illudiamo, sappiamo noi tutti che finita la minaccia incombente torneremo alla situazione di prima e dovremo difenderci dagli 'infidi' Oscuri, ma al momento l'infido è verace e l'amico è nemico. Forse siete troppo vecchi o troppo ancorati a volatili certezze o entrambe le cose per capire che le situazioni cambiano e noi abbiamo agguantato l'attimo.
Per questo non siamo schizzinosi di allearci seppur temporaneamente con infidi Oscuri o brutali Orchi perché altrimenti non riusciremmo nei nostri scopi. Tante cose avete ancora da capire di come si muove l'Impero nonostante i secoli di amicizia tra i nostri popoli."

“A nome di "altri uomini" ritengo sia stata la decisione più saggia, non rinfaccio agli Imperiali la scelta fatta, discutibile, forse avventata. Certo è che l'Impero dell'Uomo non è che la pallida e pavida ombra della potenza del passato, costretta a mendicare protezione presso Signori temibili. La vostra era è finita: vincete e vi ritroverete succubi del Re Stregone, fallite e sottostate alla nostra volontà e a quella dei nostri Alleati come perdenti.” Spiegò Aramis che in quel modo diede riposo all’amico nano prendendo il suo posto nella tenzone verbale contro l’imperiale.

“Porteremo nella tomba molti altri popoli prima di essere spazzati via.” Lo colpì Von Repkow: “Non abbiamo paura di finire: capita, ma molti altri finiranno assieme a noi! E comunque, Herr Aramis, se vincerete voi sarete succubi dei demoni e quelli sono molto più pericolosi di qualsiasi elfo, nano o umano.
Noi siamo consci che in caso di vittoria nostra il Re Stregone in qualche modo cercherà di prendere il sopravvento come ha cercato di fare e continuerà con tutti i popoli del mondo e allora sarà il tempo di una alleanza tra i nostri popoli. Ma questo è a venire, ora le contingenze ci portano da lati opposti.”

“Nella tomba? Nella tomba, Imperiale? No, non temete, non peccate di superbia, non credetevi tanto fondamentali per il mondo che il vostro futuro possa essere o la vittoria o la scomparsa totale, il vostro destino non è di perire, né di condannare popoli interi come millantate di fare, la parte della pericolosa tigre ferita non fa per voi. Ridimensionati in potere e in orgoglio, in territori e ricchezze, finché nulla potrete nuocere, impediti nel decidere della sorte del vostro regno, dei vostri signori, del vostro imperatore. E badate bene, voi stessi avete riconosciuto che tale sarà la vostra condizione anche con la vittoria degli Elfi vostri alleati, già serpi, amici sedicenti, si stanno recando nei vostri territori e quando sarà troppo tardi Bretonnia sarà parca di aiuti e difficilmente risponderà alla chiamata di soccorso.”

“Dimostrando così di essere spocchiosa e cieca: prima noi, poi Voi...presi singolarmente saremo sconfitti, ma uniti? Noi adesso stiamo con chi ci garantisce la speranza di salvare quello che abbiamo e ci hanno dato moltissimo per il poco che abbiamo fatto. Al momento siamo in attivo e questo ci basta per dire: squadra che vince non si cambia.”

Dopo un lunghissimo silenzio la voce dell’emissario Druchii giunse alle orecchie degli altri ambasciatori che tacquero: “Non è mia abitudine parlare di fronte ad un vasto pubblico, è più nel mio stile incontrarmi con gli ambasciatori in luoghi più riservati e discutere comodamente seduti, magari di fronte ad un bicchiere di buon vino elfico. Ma i tempi cambiano e bisogna adattarsi ai cambiamenti, è ora di venire allo scoperto, è ora che tutti capiscano l'importanza del momento che stiamo vivendo e l'importanza di decidere quale sia il lato giusto da cui schierarsi. Gli imperiali e la Sacra Chiesa di Sigmar sono stati i primi a capire quale sia la via per forgiare un nuovo mondo, avendoci visto forti di numerose vittorie contro i demoni hanno deciso di unirsi a noi in una crociata contro tali creature. Tutti avete potuto constatare gli effetti sul campo di tale alleanza, ma forse non tutti siete al corrente che questo è stato solo il primo passo, il primo di una lunga serie. Proprio in questo momento mia figlia Lilaeth ed il valoroso Yeurl stanno raggiungendo la corte imperiale per mettere al servizio dell'imperatore un nutrito contingente di guerrieri accompagnato da alcuni formidabili maghi. A quale scopo vi chiederete. la risposta è semplice, mantenere la promessa fatta, aiutare i nostri alleati a scacciare le forze che hanno occupato per fin troppo tempo il territorio imperiale. Sfortunatamente alcuni di voi, primi fra tutti i nani, non si stanno rendendo conto della portata dei cambiamenti che stanno vivendo, restano fossilizzati nel passato, non hanno ancora capito che la razza che determinerà le sorti del mondo sono gli uomini. Effettivamente hanno ragione quando dicono che gli uomini sono ancora un po' immaturi, non hanno la saggezza che le nostre genti hanno accumulato in migliaia di anni. Quello che hanno bisogno però non sono rimproveri e vendetta, ma consiglio e guida e questo è quello che noi offriamo. Il passato deve servire come insegnamento e fonte di conoscenza, non come un infinita fonte di scuse, anche se li chiamano rancori sono solo scuse, per combattere con qualcuno. Come tutti voi avete potuto notare nel corso delle ultime battaglie gran parte dei nostri sforzi erano volti a fermare la minaccia sempre più incombente dei demoni. Ebbene è nostra intenzione intensificare questi sforzi, i demoni non fanno parte del nuovo mondo che volgiamo costruire, non hanno spazio tra i nostri alleati, anzi chiediamo il vostro aiuto per spazzarli via. Siamo ben consapevoli che la corruzione del caos alberga nell'animo di ciascuno di noi, nessuno escluso, ma non è nascondendola, come troppi di voi fanno, che si può sconfiggerla. Bisogna affrontarla, scacciarla e sconfiggerla, per fare ciò serve un grande leader, una persona forte e capace. Questa persona può essere solo il Re Stregone Malekith."

Lord Albedoc ribatte alle parole del suo acerrimo avversario: “Voi Druchii parlate di guidare li uomini e difatti, abbiamo scelto quale parte degli Uomini accettare, quella che condivide valori quali ricchezza, impegno verso un accordo e valore marziale e quelli con cui abbiamo in comune l'odio verso le forze malvagie, il valore in battaglia e la purezza contro la magia oscura. lasciamo a voi Elfi Oscuri alleati infidi e traditori come gli imperiali, incapaci di mantenere promesse fatte e ormai succubi nei confronti dei poteri caotici che un tempo stoicamente combattevano! Voi parlate di combattere i demoni ma sono strane parole, dette da un esponente di una razza che storicamente si è immischiata in affari con i Demoni e che spesso si è alleata col caos... Se credete di illuderci con le vostre parole che ormai avete voltato pagine e rifiutate l'aiuto demoniaco, ebbene dovreste a questo punto dimostrarcelo, uccidendo chiunque osi solo provare a imbrigliare le forze caotiche tramite l'uso della magia oscura, è un controsenso che da una parte diciate che volete liberarvi dai demoni e dall'altra fate uso delle stesse forze incontrollate che li alimentano!”

Eike Von Repkow sembrava sull’orlo di esplodere e le sue parole sbuffarono d’indignazione: “Ci risiamo! Vedo che siete più cocciuti di quanto non narrino le barzellette. Aprite gli occhi: questo non è il momento di scegliere con chi si deve andare a fare la scampagnata, non è il momento di scegliere con chi 'fare amici'; questo è il momento della guerra contro un unico mostro di natura demoniaca. Noi abbiamo un accordo con gli Oscuri e lo stiamo onorando così come i vostri alleati mercenari stanno mantenendo quello con Voi: non vedo cosa ci sia di così malvagio e periglioso o dove possa essere lo zampino dell'Oscurità del Nord.
Vi siete presentati da noi chiedendo di onorare antichi patti? No, pertanto non avete il diritto di considerarci traditori. A ben guardare siete Voi i traditori in questo caso. Traditori della fiducia di quello che dite essere stato un alleato e amico un tempo. A giocare agli insulti, piccolo messere barbuto, non ci sto. Ora avete stancato con queste fandonie sulla nostra mancanza di rispetto nei Vostri confronti: se avevate bisogno di noi ce lo dovevate chiedere tempo fa e non ora che le carte sono state rivelate. Forse che siete gelosi degli elfi? Forse che vi state rodendo il fegato e mangiando le punte delle barbe? Ebbene, avete da incolpare solo e soltanto Voi stessi. Noi abbiamo fatto quello che ci conveniva, se non ci avete contattato è evidente che non avevate convenienza ad averci tra di Voi. Furbi a buttare la colpa sempre sugli altri e mai fare ammenda di Voi stessi: vuoi vedere che il Drammaz Koron, o come si chiama, non è nient'altro che una collezione di Vostri fallimenti che ingiustamente e bambinescamente riversate sugli altri? Sigmar ce ne scampi!
Ah! Ah! Ah! Bella questa! L'Impero traditore di un patto mai stipulato! Appena la sapranno gli amici del Circolo della caccia vedrete quante grasse e barbute risate ci faremo alla faccia vostra! suonano strani i vostri discorsi riguardo ai Venti di Magia in quanto parole dette da un popolo che aborra la magia”

Lord Albedoc bloccò l’attacco e rispose a tono: “ma siete voi a non capire... anzi, vi inalberate anche, e questo è un segno di debolezza che non fa altra che rallegrarci!! Abbiamo semplicemente risposto in maniera diplomatica alle vostre accuse, senza comportarci in maniera sgarbata o denigratoria, questo vostro comportamento non fa che sottolineare la vostra ignoranza in materia: ci accusate di non avervi contattati prima e di accusarvi ora di tradimento? Vi sbagliate, visti i recenti accadimenti è sembrato logico non impelagarci in relazioni troppo strette senza prima capire in quale situazione vi foste messi... E nel vedervi alleati con gli Elfi Oscuri siamo rimasti sconcertati e allibiti, infine, vedendo il vostro comportamento così insolente e fuori luogo ci è sembrato il minimo ricordarvi le innumerevoli battaglie combattute fianco a fianco, e che a quanto pare così facilmente si dimenticano e anzi, non vengono nemmeno tenute d'acconto... Mi ripeto ancora una volta: altri Uomini hanno accettato la nostra chiamata, sarà la nascita di un nuovo rapporto di comune aiuto e la fine del vostro Impero. Di nuovo risalta la vostra ignoranza in materia di magia, sono costretto a ripetermi: questo vale già come prova della vostra bassa levatura di diplomatico, se mi costringete a dire cose che dovrebbero essere scontate! Noi Nani siamo riusciti a imbrigliare le forze caotiche e magiche in un modo sicuro e privo di rischi quali le rune, non pretendiamo di controllare poteri che ci distruggerebbero al minimo errore, e solo gli stolti che fanno uso di certe forze potrebbero immaginare di affrontare i Demoni facendo uso della loro stessa fonte vitale... Ma che cosa vi spiego ancora una cosa così ovvia, se immagino già che ancora una volta tirerete fuori le stesse questioni e gli stessi dubbi che ho già risolto: avete deciso da che parte stare, che Sigmar vi perdoni per il vostro errore!”

Dopo aver valutato la risposta da dare a Guglielmo, Zefiro mosse labbra e parlò: L’uccisione di quanti vogliono entrare in Athel Loren non è fatta né con il bene né con il male nel cuore.
Lo facciamo.
Come quando piove o tuona o minaccia tempesta.
Seguiamo i nostri ritmi.
Ma non ascoltiamo divinità oscure che predicano corruzione.
Il tempo della caccia è dettato da altro.
Ognuno ha le sue usanze.
Vi possono essere anche popoli antropofagi magari nell'Ind o nell'Arabia. L'importante è stabilire la linea di discrimine tra cosa è tollerato e cosa no. Se non lo si fa non si può aprire un dialogo e un confronto.
E posso capire che ogni popolo ha i suoi scheletri e che alcuni rituali possono apparire barbari.
Eppure i rituali dei normanni che adorano i poteri perniciosi e combattono per essi non li ritengo barbari. Li ritengo indegni, meschini e pericolosi. E non ci voglio avere niente a che fare. Questa è la linea di discrimine.
Ma direi al momento di lasciare stare le divergenze tra i nostri popoli e il rinfaccio delle loro caratteristiche.

E se i nostri boschi sono temuti e noi usiamo la paura è così che deve essere. Poiché molti esseri non capiscono che quel linguaggio. La nostra è una risposta. Se lei, messer Guglielmo, ritenesse sicura la città dove abita la sua famiglia non chiuderebbe la porta a chiave o non andrebbe in giro armato di pistola e spada. Nel Mondo vale la stessa regola al momento. Se questa faccenda finirà bene torneremo alle nostre radure boscose. E non cambieremo. Non permetteremo ad alcuno di invaderle. Con qualsiasi mezzo. A qualsiasi prezzo.
Possiamo però aprirci al dialogo. Ci sono Siri favorevoli.
Io personalmente, una volta conclusasi la questione, viaggerei volentieri per approfondire le mie conoscenza sulle usanze degli altri popoli. Lo farei volentieri non solo viaggiando a dorso d’aquila, ma per le strade, insieme ad una guida. E per rispondere alla vostra ultima domanda: Con chi ci alleeremo? Al momento non posso impegnare il mio popolo con la sola mia parola.
I Siri si stanno consultando.
Di certo non ci schiereremo a fianco di forze demoniache e nemmeno di forze non-morte. Ora che abbiamo sconfitto Nagash il mondo deve essere mondato dalla loro innaturale presenza.” Poi rivolgendosi a Eike Von Repkow aggiunse: “Quello che conta è anche “il dopo”. Ogni scontro da qualcosa indietro. In questo caso lo studio del fenomeno e della creatura che li provoca.
La conoscenza a sua volta, una volta ottenuta può essere usata in vari modi. Per dirla in termini semplici, anche se semplicistici in questo caso, può essere usata a fin di bene o a fin di male.
E nessuno può dire chi la otterrà, in cosa consisterà e come la utilizzerà. Questa può essere la vera preoccupazione. Di certo non posso che dubitare sull’uso che ne farebbero alcuni popoli. Anche se questo riguarda, come detto, il dopo.
Quello che mi premeva era una cosa: la nostra fedeltà, se la daremo e a chi la daremo, sarà assicurata. Non ci saranno voltafaccia, proprio come abbiamo fatto nella nostra ultima alleanza con Asur e Bretoniani.
Il nostro stile di vita è inequivocabile. La nostra natura è ben nota, ma siamo leali con chi si guadagna la nostra fiducia.
E i valori astratti, gli ideali, sono sì equiparabili a volte ai beni materiali, per essi si combatte e si muore.
Ma non vi sono persone che possono offrire altri ideali in cambio, dal valore maggiore, che possano far cambiare idea. La nostra parola è una sola.
Con l'oro o la promessa di terre e potenza militare o di potere si può, proprio perché è materiale. E proprio perché basta trovare un offerente migliore.
Ma lasciamo stare questi discorsi. Li ho messi sul piatto solo per riflettere ad alta voce.
È tutto.
Aspettate, un messaggio da Zaneth. Sapete non è adatto a fare il diplomatico anche se lo usiamo come ambasciatore.
Apro il foglio, un attimo…
Dice: «M… ma perché tutti, compreso te, elfo, fate a chi ce l’ha più grosso?»
Ehm, scusate, se avessi saputo non lo avrei letto ad alta voce…

Zakaris Von Urde, ambasciatore Druchii fece di nuovo vibrare la sua lingua e rivolgendosi a Lord Albedoc disse: “Carissimo nano, mi sa che ti stai lasciando un po' fuorviare, esistono sì degli elfi oscuri che si dedicano all'adorazione degli dei del caos, di uno in particolare, e che sfruttano i demoni per i loro scopi, ma questi elfi appartengono ad un'altra fazione, il culto di Slaanesh. Una fazione ben distinta e che abbiamo cercato di estirpare dalla nostra società.
Se dovessi seguire il vostro ragionamento sarei qui ad accusarvi di essere dei corrotti adoratori del caos, quanti della vostra razza vi hanno abbandonato per dedicarsi al del caos? Quanti dei vostri fratelli avete ucciso?
Ci sono mote accuse che potremmo muovere nei vostri confronti, ma noi non siamo così ipocriti come vi state dimostrando. Siamo consapevoli che il caos tenta tutti noi e che si è ben radicato in tutti i nostri regni.
Invece voi che vi siate alleati con i nani, siete veramente sicuri che questi elimineremo la minaccia che il Bestio costituisce per tutti noi? Non è che la loro brama ed avidità li spingerà a studiarlo ed utilizzarlo per qualche invenzione? Sicuri che non si riveleranno folli quanto gli Skaven?”

Guglielmo Boncatai sorrise e indirizzò un’arringa finale verso Zefiro: “Caro ambasciatore Asrai concordo con voi che non è più il momento di riflettere su cosa spinge le azioni di ogni popolo, siamo giunti ad una sorta di compromesso. Voi spregiate fazioni come demoni e non-morti ma, dato che i loro ambasciatori non partecipano a questo dibattito, temo che in qualunque lato della barricata decidiate infine di stare troverete l'una o l'altra in qualche forma: siano essi i mortali o le bestie del caos, o gli skaven, o i re dei sepolcri. Per sono tempi strani e nessuno può assicurare la loro partecipazione, o non-partecipazione, all'una o all'altra alleanza. Certo è che potete ragionare su ciò che sapete: cioè che al fianco dei Nani staranno i Bretoniani vostri recenti e storici alleati che mal guardano quanto voi a tali empie entità, Noi Mercenari che seguiamo ideali che possono essere considerati "naturali" in quanto ricerca di sostentamento, ci potreste considerare una sorta di bestie che abitano le vostre foreste. Forse anche i terzi membri della vostra Triplice sceglieranno i Nani piuttosto che gli Elfi Oscuri, non è dato saperlo, ma è probabile.” Poi voltandosi verso Zakaris proseguì: “Potrei fare la stessa domanda a voi con Tezta in Zcatola, caro ambasciatore Druchii. E vorrei far notare ch nessuna fazione ha ancora messo in tavola le sue carte, nessuno ha rivelato ancora la natura di queste due minacce misteriose note come Tezta in Zcatola e il Bestio. Ripeto che almeno un accenno di spiegazione potrebbe spostare l'ago della bilancia.”

Fu Eike Von Repkow a rispondere per l’ormai chiaramente alleato Elfo Oscuro: “Caro mercenario, vi prego di evitare di toccare l'argomento Tezta in Zcatola. Sono sicuro sia una questione secondaria e di poco peso che non penso Vi possa riguardare minimamente. E lasciatemi aggiungere che non voglio più rispondere alle provocazioni dei nani perché sarebbe solo una perdita di tempo: ripensate a quello che V'ho detto e meditate su chi sia nel giusto e chi nel torto. Dico un’ultima cosa soltanto: affermare che noi siamo dei traditori è una accusa pesante. Se V’interessava il nostro aiuto a prescindere dalle Vostre perplessità dovevate quantomeno contattarci e chiedere, non aspettare che la Scienza scendesse su di Voi: questo fanno i popoli amici. Aggiungo: già una volta nominaste uno dei più grandi battitori di rune 'Il Pazzo', pertanto dimostrate anche Voi di non essere immuni al tocco della magia. Dite che il Vostro è un canale sicuro, ma chi ve lo garantisce? voi avete detto che chiunque opera con tali cose è destinato a cadere.”

Lord Albedoc ormai pareva essersi stufato del battibecco e con tono blando disse: “Un po’ assolutistica come affermazione non credete? Chiudersi ottusamente come state facendo voi senza provare a discuterne non fa che peggiorare la vostra posizione. Io ho spiegato con fatti quello che ci ha mossi nelle nostre scelte, voi non fate altro che fuorviare le mie parole e rispondere solo a ciò che vi fa comodo. Comunque come ho già ripetuto avete fatto la vostra scelta, i Nani portano rancore eterno se serve, e voi non farete eccezione! In Ogni caso mi domando se lo facciate apposta a citare cose di cui non siete assolutamente al corrente, solo per dimostrare ancora una volta quanto poco ne sapete. Conoscete la ragione per cui Alaric è chiamato "il pazzo"? Certamente non per alcun influsso caotico, ma semplicemente perché decise di vivere con gli umani invece che tornare nei nostri reami montuosi... Il caos quindi non centra assolutamente niente, e certamente il nostro modo di affrontare la magia è il più sicuro e privo di pericoli... Bastava informarsi un po’ di più prima di fare certe sparate che non fatto altro che mettervi nel ridicolo!! Fareste meglio a tornare alla corte di Altdorf e lavorare come buffone piuttosto che come diplomatico!” Dopo aver risolto la questione, e senza degnare più di uno sguardo lo stolto imperiale, il barbuto nano si rivolge al diplomatico Elfo Oscuro: “Bene, vi dimostrate molto più abile del vostro compagno imperiale, signor Zakaris... Ebbene sì, anche i Nani non sono immuni dal tocco del Caos, ma c'è una enorme differenza: coloro che si sono lasciati influenzare da esso lo hanno fatto perché rimasti ahimè abbandonati a loro stessi, senza dei e senza protezione nelle Karak, il loro voto al Caos può essere almeno in minima parte giustificato da questi fatti, ma voi!! Voi, nelle vostre stesse sale, avete adoratori caotici nascosti, le vostre stesse "Incantatrici" fanno uso di forze caotiche che rischiano di devastarne la sanità mentale e a volte aprono portali verso il reame demoniaco!! Noi non ci immischiamo con certe potenze, non ne facciamo uso ne tanto meno facciamo accordi con loro, quindi siamo NOI a dover ergerci contro questa minaccia, certamente non VOI!”

Aramis parlò a tutta l’assemblea: “Signori, nobili ambasciatori, qui si rasenta il ridicolo, siamo seri, stando alle vostre parole la ragione ci dovrebbe spingere a riunirci tutti senza esclusione sotto la medesima bandiera. Quello che i due poli si propongono di fare è esattamente lo stesso, avanti sugli obiettivi ora c'è gran chiarezza, parliamo dei mezzi, parliamo del poi.
Gli imperiali temono già il giogo di Naggaroth, che essi stessi hanno implorato, e già sondano il terreno per l'evenienza; ci danno del miope e dello spocchioso senza capire che è cognizione di causa che ci spinge a parlare. Forse dimenticano che Bretonnia non è e non sarà sola, ma vanta alleati degni di fiducia e di onore. Quando infine il cappio dei loro alleati odierni si stringerà fino ad essergli insopportabile e a bramare potere anche presso di noi, quella mano rischia di trovarsi morsa, consapevole di aver fatto un passo troppo lungo.”
“Ben detto!! per quanto ci riguarda, abbiamo già le idee chiare per quanto concerne la soluzione del problema, e, da stoici e determinati Nani quali siamo, siamo i candidati migliori per ottenere l'esilio del Bestio... Non abbiamo infatti alcuna intenzione di sfruttarne il potere, ne tanto meno osiamo avventurarci in fantasie di conquista: siamo consci dei nostri limiti, e non cerchiamo di giocare col fuoco come temo altri stanno facendo. Da soli ovviamente l'impresa sarebbe ardua, ma con gli aiuti di alleati capaci come gli Elfi Silvani - le cui rune difensive li hanno ben protetti finora nella loro Loren -, gli Uomini Lucertola - che credo abbiano a cuore quanto noi l'esilio di un tale abominio, e che quindi devono vederci non come invasori, ma alleati - e gli Alti Elfi – che per quanto mi roda ammetterlo, nelle arti magiche sono tra i più capaci, soprattutto per quanto riguarda le protezioni -
Pietra, rune e determinazione: questi sono gli elementi su cui poggiamo l'obiettivo finale!”

Eike Von Repkow ormai aveva perso ogni lume della ragione e senso della diplomazia: “Avete però ammesso che la usate e questo vi trascinerà nell'oblio, non è questa la fine di quelli che usano la caotica magia? paradossalmente anche i vostri tanto decantati alleati facendo uso di magia sono a rischio. come la mettiamo? Avete voglia di trovarvi un nugolo di adoratori del Caos tra le vostre fila? Non penso, la soluzione sarebbe eliminare tutti i fruitori di magia. Mmmm, direi non sia un gran che come soluzione.
Con Voi parlo così perché è sicuro che non tradiremo i nostri alleati avendoci loro aiutato per passare sotto un'altra bandiera all'ultimo momento. Date pure del ridicolo a chi volete, screditate le mie parole, ma verrà il giorno in cui Vi pentirete, idiota* di un nano!” poi diretto all’ambasciatore Aramis: “Perché i vostri duchi non hanno mai guerreggiato contro i nostri nobili per strappare territori al confine tra i nostri stati ?
Voi parlate di un fantomatico giogo di Naggaroth che in realtà non esiste ora che davvero siamo liberi. Dateci le prove della nostra sudditanza, apriteci gli occhi finalmente o altrimenti tacete, avete infangato il nostro buon nome fin troppo!
Non confondete ragionamenti di convenienze politiche con l'amicizia tra i popoli. Se abbiamo maturato la nostra scelta è perché a noi era conveniente, tutto qui.
L'amicizia tra i popoli è una baggianata antica e stantia: ogni Stato deve provvedere alla propria sopravvivenza e i patti che abbiamo stipulato lo scorso turno non vedo perché non possano rimanere validi.
Al futuro penseremo una volta sistemato questo mostro e sinceramente, per il momento: non c’importa! Prima voglio avere la certezza che un futuro ci sia.
Se le contingenze ci porteranno a chiedervi aiuto non capisco perché ce lo dobbiate rifiutare se non per una bambinesca ripicca, d’altronde siamo noi e Kislev che teniamo a bada le scorribande caotiche da nord e facciamo da argine al Vecchio Mondo, mentre Voi pensate a prosperare. Bella riconoscenza!
E comunque se non vorrete unire le armi alle nostre contro il futuro nemico comune quantomeno ci rimane l'oro per pagare i cugini Tileani.
Tra parentesi, quanto tempo pensate ci metteranno i Vostri alleati dai Monti Neri per arrivare dove infuria la battaglia? E cari Nani cosa pensate di fare con il Bestio? Tirare quattro cannonate? AH! AH! AH! Stolti! Il potere di quel mostro è molto più grande e difficile da eliminare di quanto non possiate. Rischiate solo di mandare al macello i maghi migliori degli Elfi Alti mentre Voi comodamente seduti sui vostri troni sotto le montagne contate le monete d'oro sottratte ai cadaveri dei mercenari. ”

Guglielmo, ignorò le illazioni espresse da ogni parte e continuò a evidenziare il punto che considerava nevralgico: “Herr Von Repkow non vedo come ciò non debba interessarci. Se Tezta in Zcatola rappresenta una minaccia all'esistenza del nostro mondo, come potrebbe esserlo il Bestio, credo proprio che sia nel'interesse di tutti i popoli saperne di più. Se poi volete custodire gelosamente le informazioni raccolte è un altro discorso. L'unica minaccia ch'è stata fin'ora scongiurata mi pare sia solamente l'avanzata di Nagash grazie all'azione degli Asrai. Dico solo che conoscere le entità che stanno portando scompiglio è una cosa utile a tutti e può aprire a collaborazioni migliori e spingere da una parte o dall'altra i popoli. In più mi domandavo come voi imperiali possiate sapere così tanto riguardo al Bestio dato che sono stati i Nani e non voi, o gli elfi oscuri, a raccogliere più informazioni su quest'essere.”

L’ambasciatore imperiale recuperò il suo contegno, forse riusciva a parlare in modo più gentile verso le fazioni che non fossero i Nani, oppure si trattava di falsa cortesia poiché sperava di poter portare dalla sua parte il capitano di ventura, ad ogni modo questo fu quello che disse: “Tezta in zcatola non è più un problema, ve lo posso confermare dato che la questione ci ha riguardato da vicino. Non posso aggiungere altro dato che si necessita dell'accordo di tutte le parti in causa per rivelare cosa è successo a quell’essere. E per rispondere all’altra vostra domanda: Basta vedere quello che succede per capire ch’è di sicuro lui la causa, non del Gran Necromante né di Tezta in zcatola.”

Aramis tagliò il discorso di Von Repkow: “Sembrate ai ferri corti mio baffuto collega. Non c'è bisogno di accusarci del fatto che i nostri duchi abbiano tentato di allargare la loro influenza sulle vostre terre, perché primo non l'ho mai negato e secondo ricordo che per tutte le volte che questo è accaduto, altrettante volte gli aggressori erano i vostri signori. Per quanto concerne il fantomatico giogo vi state malamente contraddicendo, voi stesso avete ipotizzato questa possibilità che è realisticamente la più probabile, se, a ragione, considerassimo le convenienze politiche di cui così saccentemente parlate. Dubito infatti che gli Elfi Oscuri agiscano nei vostri confronti guidati da quell'amicizia tra i popoli che voi stesso, questo almeno saggiamente, negate. Inoltre la vostra azione, limitandosi al presente, dimostra che di realismo non abbia che la forma, nascondendo una sostanza ingenua. Quando comprenderete questo saprete allora che il nostro eventuale rifiuto non sarà frutto di una inutile ripicca, ma di determinate convenienze politiche. Non sono passati che pochi istanti da quando rimproveravate il rappresentate dei Nani di far valere inesistenti accordi di un passato non ben identificato, ma ora a far valere una situazione ancor meno istituzionalizzata siete voi, mi chiedo infatti che riconoscenza vi aspettiate da noi?
Ah, non tutti i nostri Alleati vengono dai Monti Neri.”

“Direi che è un dato di fatto che Nani, Bretoniani e, se vogliamo aggiungerli alla nostra causa Alti Elfi e Elfi Silvani hanno una conoscenza molto più approfondita e usano un tipo di magia molto meno distruttivo e più orientato alla protezione, al ristoro e alla cura... Direi che già questo ci protegge MOLTO di più nei confronti delle forze caotiche non credete?” Chiese Lord Albedoc cercando di concludere: “Accusare noi di rischiare di soccombere a tali potere è un comportamento ipocrita, visto che solo voi Imperiali e i vostri alleati Elfi Oscuri fate un uso assai più aggressivo e incontrollato di tale forze! Mi domando quanta probabilità ci sia che un imperiale si voti al caos rispetto a quanta ce ne sia di un nano, lascio a voi la risposta alquanto scontata... Ripeto, usare la magia oscura o comunque le correnti aethiriche più aggressive senza un adeguata conoscenza vi porterà solo rovina. Inoltre ripeto i dubbi esposti dal mio alleato mercenario: cosa ne sapete del Bestio? Nulla se non quello che è evidente, mentre siamo noi quelli che per tutti gli ultimi accadimenti abbiamo dimostrato la maggiore intenzione di porre fine alla minaccia, quindi noi per diritto abbiamo le maggiori possibilità di bloccare una minaccia che studiamo ormai da tempo... E non sottovaluti il potere della pietra e dell'acciaio lavorato dai Nani, esso ha già dimostrato quanto sia potente nel sopravanzare voi altri e tutti gli avversari che si sono parati davanti a noi.”

Guglielmo Boncatai si guardò attorno e vide che ormai tutti gli ambasciatori erano provati dal dibattito e cercò d’indirizzare il discorso verso una conclusione degna di questo nome: “Molto bene Von Repkow, spero davvero che abbiate ragione e che Tezta in Zcatola non costituisca più una minaccia per nessuno. E se
credete che il Bestio sia la causa degli sconvolgimenti odierni non penso di riuscire a farvi cambiare idea. Credo, dopotutto, che sia giusto aiutare e in qualche modo vigilare i Nani perché debellino questa minaccia e non decidano di usarla per qualche esperimento come voi Herr ambasciatore suggerivate. Quale modo migliore di controllare che rimanere al loro fianco ? Per questo onoreremo l'alleanza con i Dawi. Forse in futuro ci troveremo dalla stessa parte... ma per questa volta non sarà così. Confido che quando i trattati di pace verranno suggellati i toni saranno meno aspri e volti ad accomodamento per entrambe le parti. Da parte Tileana certo ci muoveremo in tale direzione, sempre se usciremo vincitori dal confronto finale.
Cari Ambasciatori il tempo delle parole sta per tramontare, è stato piacevole confrontarsi con voi ed anche se i toni si sono spesso accessi sono solo un antipasto dei tempi futuri, quando il confronto sarà sul campo di battaglia; Arrivederci signori, Che Parlino le Armi!”
Dopo queste parole Zakaris e Lord Albedoc accennarono ad alcune rivelazioni su Tezta in Zcatola e sul Bestio, giocando quest’ultima carta forse sperando che il condividere qualche informazione all’ultimo momento avrebbe spostato dalla loro parte qualche fazione. Ma mentre Guglielmo Boncatai, affiancato da Federico “il Guizzante”, si allontanava dal luogo della riunione sapeva che ormai i giochi erano fatti e nemmeno le lusinghiere visite notturne che di certo avrebbe ricevuto dall’emissario Druchii, simili a quelle ricevute in passato, gli avrebbero fatto cambiare idea.
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